A ROMA VA IN MOSTRA LA LOTTA AL MIELOMA

Arte e cultura a sostegno della ricerca scientifica contro il mieloma.  È questo il valore aggiunto della mostra New Perspective, dall’8 novembre al 2 dicembre 2018, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.  L’evento è dedicato alla promozione e allo sviluppo della ricerca scientifica sulle malattie ematologiche. La mostra ha lo scopo di informare e sensibilizzare alla lotta contro i tumori del sangue, con particolare attenzione al mieloma multiplo. È un’iniziativa dal valore sociale unico portata avanti da AIL (Associazione italiana contro le Leucemie, linfomi e mieloma ONLUS), realizzata con il supporto di Takeda ed il patrocinio del Comune di Roma, della SIE Società Italiana di Ematologia, della Fondazione GIMEMA onlus. La mostra ha  ricevuto  l’egida dell’European Myeloma Research Network.

New Perspective è una mostra collettiva per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del mieloma multiplo. La mostra ha uno scopo benefico: i proventi ricavati dalla vendita del catalogo, oltre alla donazione di 2€ per ciascun biglietto emesso dalla Galleria durante il periodo della mostra, saranno devoluti a sostegno di progetti AIL destinati a pazienti affetti da mieloma multiplo.

Curata da Denis Curti, l’esposizione presenta installazioni, fotografie e video di 21 artisti le cui opere porteranno i visitatori a guardare la realtà, spesso difficile, da un’angolazione inedita ed arrivare a comprendere come le prospettive di un malato di mieloma multiplo possano essere diverse, come le ricerche possano migliorare la qualità di vita e dare una nuova visione della quotidianità.  “Un gruppo di artisti – afferma Denis Curti – dotati di un particolare sismografo interiore, riesce a svelare punti di vista inediti sul mondo accompagnandoci all’interno di uno sviluppo armonico capace di misurare una quantità umana senza peso specifico”.

Perché concentrarsi su questa malattia?  Il mieloma è una neoplasia ematologica che colpisce il midollo osseo, la sede principale dell’organismo in cui vengono prodotte le cellule del sangue. In particolare, questo tipo di patologia è caratterizzata da importanti alterazioni a carico delle plasmacellule, che in condizioni normali producono e liberano anticorpi (immunoglobuline) che combattono le infezioni.  Le plasmacellule proliferano in maniera incontrollata e danno origine al tumore che può essere diagnosticato proprio grazie alla presenza dell’aumentata quantità di un unico tipo di immunoglobulina (Ig), nota come componente monoclonale (CM), rilevata nel siero e/o nelle urine del paziente. È una malattia dell’adulto la cui frequenza aumenta con l’avanzare dell’età, l’insorgenza è intorno ai 60 anni e solo il 10% dei pazienti ha un’età inferiore ai 40 anni. È una patologia leggermente più diffusa negli uomini rispetto alle donne: in Italia le stime, relative al 2016, parlano di poco più di 2.700 nuovi casi di mieloma ogni anno tra le donne, e circa 3.000 tra gli uomini.  

Per una maggiore comprensione della patologia, è sempre utile ricordare il punto di vista del Professor Sergio Amadori, presidente di AIL e professore onorario di ematologia all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata: “Il mieloma multiplo è uno dei tumori del sangue più diffusi dopo il Linfoma non-Hodgkin. In questa malattia la crescita delle plasmacellule – le cellule immunitarie che hanno la funzione di produrre anticorpi e difenderci dalle infezioni – aumenta a dismisura. Negli ultimi anni, la scoperta di nuovi farmaci “intelligenti” in grado di contrastarne gli effetti ha coinciso con un miglioramento qualitativo del quotidiano dei malati e un aumento delle prospettive di vita”.

“Ci sono recenti scoperte che stanno chiarendo la patogenesi a livello di genomica del mieloma multiplo – continua il professor Amadori – dalle quali si è appreso che esistono tantissime lesioni genetiche molto eterogenee, ma che si cominciano a raggruppare in categorie. I risultati iniziali ci mostrano che abbiamo dei quadri di mieloma multiplo che hanno degli andamenti prognostici molto diversi e differenti aspettative di sopravvivenza”. E le cause di questa malattia? Esiste una prevenzione nei riguardi della patologia? “Le cause del mieloma multiplo non sono ancora del tutto note – spiega –. In quanto alla prevenzione non si sa nulla, valgono le medesime regole che regolano una vita sana”. 

I nuovi farmaci e le migliori condizioni di vita dei malati

Traguardi notevoli sono stati raggiunti in questi ultimi anni per quel che riguarda la cura, e quindi l’aspettativa di vita, nel caso del mieloma multiplo. Come spiega il dott. Massimo Offidani, dirigente Medico Clinica di Ematologia, AOU Ospedali Riuniti di Ancona: “Questo tipo di tumore ha visto un particolare fiorire sia della ricerca in campo genomico – con le tecnologie del nuovo sequenziamento genico – sia delle nuove terapie. Negli ultimi dieci anni, infatti, non c’è stata nessuna patologia ematologica e oncologica in cui sia stato registrato uno sviluppo così importante di nuovi farmaci. Mentre negli anni Ottanta la sopravvivenza media dei pazienti era di circa 36 mesi, ora si assiste a un’aspettativa di vita che va verso i 7 anni e più. La malattia, può comunque essere controllata bene per un tempo molto lungo, anche se poi avrà delle ricadute. Con le condivisioni dei nuovi farmaci stiamo andando quindi verso un traguardo ambizioso: quello della guarigione totale – senza pericolo di recidive – del paziente. Un traguardo che il lavoro costante e gli sforzi dei nostri ricercatori sta facendo diventare sempre più probabile all’orizzonte.”