AIUTIAMO GLI EX PARLAMENTARI

di Maurizio Liverani

Tornare nei ranghi dei semplici tesserati, costretto ad abbandonare la cuccia di Montecitorio dove è stato saldamente piantato come un cippo, deve essere per il parlamentare un grande sgomento. Per anni questo individuo senza arte né parte non è mancato a una seduta; senza di lui -che tormento!- l’aula ora è sorda e muta. Per un uomo qualunque, che oltre alla gloria politica aspirava anche a quella della posterità, la vetrina parlamentare è ormai divenuta indispensabile. I risicati successi ottenuti dopo anni di trambusti lo hanno frastornato al punto da illuderlo di vivere in un’epoca in cui il regime parlamentare conti qualcosa, o che avere un seggio a Montecitorio sia assolutamente “select”. Ma quella di sciogliere le Camere è la sola via d’uscita. La visione di una democrazia ordinata a regime di apparente libertà è stata subito contraddetta, sin dal dopoguerra, dalla concezione di una grande industria impadronitasi delle leve statali attraverso i partiti. L’ultimo tentativo di incanalare questo prepotere è stato quello craxiano. Tutti sanno in quale modo fu accolto, soprattutto dai comunisti, incapaci di sostituire un’alleanza che gettasse le basi di una politica seria. Spettava alle istituzioni il compito di essere più sagge degli uomini politici e dei partiti coalizzati contro il socialismo democratico. Tutti hanno banchettato sul “caro estinto” come fanno sempre gli espropriatori. Abbiamo subito un regime diventato deleterio e dannoso, che ha prodotto sottosviluppo, sperperi insensati e si è rivelato, in definitiva, sterile; come dimostra il recente terremoto elettorale. La sinistra non è mai stata così a rimorchio dei padroni del vapore come oggi. Si è arrivati al punto di avere un regime che non ha in sé autentiche forze di difesa. Grazie a tante bugie, persino Clemente Mastella, che aveva assunto atteggiamenti da Jacopo Ortis, di colpo ha cessato la parte del virtuoso, del santocchio della coerenza e ha cambiato partito. Oggi il suo nome tintinna nel tumulto della gloria dei trasformisti. L’elettorato italiano si è venuto sempre più convincendo che è vano dare il proprio voto a chi pensa soprattutto alla propria carriera. Nessun vero ideale tiranneggia i nostri politici.

Maurizio Liverani