ARCHEOLOGIA DEL PRESENTE: L’ENIGMATICA INSTALLAZIONE DI SILVIO BENEDETTO

Nel grande cortile principale dell’imponente Palazzo dei Normanni (prima fenicio-punico, poi greco-romano, in seguito bizantino-arabo, dopo, nella sua attuale conformazione, normanno, poi svevo-angioino-aragonese, infine spagnolo e borbonico prima di giungere all’epoca nostra), Silvio Benedetto presentò al pubblico palermitano un’installazione dal titolo “La metafora della montagna” composta da diversi bronzetti emergenti da una estensione di sabbia lavica. Di quell’evento restano importanti testimonianze scritte di Antonino Buttitta, Dacia Maraini, Franco Grasso e Michele Perriera. L’installazione fu presentata successivamente al Museo di Belle Arti di Fécamp (Le Havre) in Normandia. Si parla degli anni 1991 e 1992.

Da quel momento in poi Silvio Benedetto ha conservato questi suoi “bronzetti” (denominazione data dal collezionismo alle sculture prevalentemente “a tutto tondo” e che non superino i 30 centimetri circa), insieme ad altri di nuova fattura, nel suo studio romano.

A seguito di una conversazione con Marzia Ratti, Direttrice dei Musei Civici di La Spezia, sostenuta dall’entusiasmo raffinato di Ester ed Enrico Rollandi, l’artista argentino fa viaggiare da Roma le sue piccole creature, figlie delle sue mani, della cera e del fuoco. Che, mute, parleranno dal loro essere bronzeo emergendo e sollevandosi ancora dalle nere pietruzze: “Archeologia del presente”.

Negli stessi locali di “Rollandi Arredamenti” Benedetto, contemporaneamente, da il via alla “Vetrina degli artisti” esponendo il suo recentissimo olio su tela, “Intervento nel paesaggio”, su un massiccio cavalletto. Una nota di interesse su quest’ultimo: si tratta di un suo cavalletto “storico” che l’artista ha voluto trasportare a La Spezia dal proprio studio romano specialmente per questa occasione; un cavalletto “vissuto”, che è stato di supporto anche a molte azioni pittoriche di Benedetto all’interno di alcuni spettacoli del suo ben noto “Teatro negli appartamenti” di Lungotevere Flaminio.

Lodevole questa iniziativa di Rollandi Arredamenti che offre a La Spezia validi momenti di arte e di cultura. Ci dice Benedetto: La mia opera, figurativa, a prima vista sembra esplicita: un nudo, una struttura, un oggetto… Invece rimanda ad altro: potrei dire che bisognerebbe intuire il “non-detto”, gli accenni a metamorfosi, una sorta di “metasemantica” insomma.

La mostra viene presentata da un acuto scritto di Silvia Lotti: …Oggi alcuni di quei piccoli bronzi si fanno “reperti” […] Ancora “tempo”, bizzarro “tempo”, negli ulteriori elementi aggiunti [ndr: candele di automobile, pupazzetti di plastica, conchiglie…]: segnali semiseri di recente, se non immediata, contemporaneità, vale a dire della nostra stessa esistenza. Indizi seminati ad arte per un itinerario sì intimo, individuale, ma di proposito in un ambiente avulso e tra altrui sguardi. Questo artista ama “giocare”. E tu?

Rollandi Arredamenti, La Spezia, via Francesco Spezzino 25: inaugurazione sabato 10 marzo 2018 alle ore 17. Le opere saranno esposte al pubblico sino a sabato 14 aprile 2018. Orari: 9,30-12,30 e 15,30-19,30. Tutti i giorni tranne domenica e lunedì mattina.