ARRIVISMO IN PILLOLE

FATEMELO DIRE

di MAURIZIO LIVERANI
 
ARRIVISMO IN PILLOLE

A forza di buone critiche, i vari Chabrol, Godard, Valcroze, Truffaut sono riusciti a presentare i loro film ai Festival, trasformando la loro “vague” in una tempesta che ha travolto tutti e tutto, ma che ha anche respinto nelle loro case gli spettatori davanti al tranquillo schermo televisivo provocando la più seria crisi che il cinema ricordi.

Il regista non ha l’obbligo di fare un film dietro l’altro; non si trova mai nelle condizioni del protagonista di “8 e mezzo” che, sospinto da ogni parte a dover fare un film, decide di farne uno sull’incapacità di poter dire qualcosa.

Roger Vadim sosteneva che quando un uomo vive con una donna e si intende perfettamente con lei, vuol dire che tra i due c’è comunicazione spirituale, fisica e psicologica. E si realizza uno scambio. Ci si modifica l’uno con l’altra. Ci si migliora.

Roberto Rossellini (nella foto con Ingrid Bergman) era molto scaltro. Antonello Trombadori, comunista “acchiappa registi”, lo corteggiava per indurlo a iscriversi al Pci. Rossellini intuì che quello era il momento di divenire un “eminente”, decidendo di dirigere la sua prua verso la Democrazia cristiana.

La sinistra e la destra appaiono come una pellicola messa su quasi controvoglia con i cascami di tutti i governi precedenti.

Non esiste più il conservatore. Non esiste più il liberale, esistono solo i moderati. La ragione è semplice: i responsabili delle avarie, per non affondare, tentano di puntellare la barca della politica con le stampelle malferme della polemica sterile.

Dissociandosi dagli Stati Uniti e dall’Inghilterra, la destra francese assolve una funzione egemonica. I comportamenti dei partiti italiani conducono, invece, a quella crisi di scetticismo caratteristica delle crisi ideologiche dei ceti moderati; con l’aggravante che l’Italia non è più, neppure formalmente, grande potenza, non è più neanche il “brillante” secondo di una politica mondiale.

Ora che non hanno più un’ideologia, gli ex di destra e di sinistra hanno, naturalmente, soltanto ambizioni. I loro notabili si fanno una guerra aspra; più delle sorti del partito, i capi in erba si preoccupano che dalle loro fila non esca un Bonaparte.

MAURIZIO LIVERANI
Commenti e aforismi tratti dalle opere di Maurizio Liverani e dai suoi recenti articoli