BONUS COVID ANCHE AI PROFESSIONISTI MALATI E DISABILI

BONUS COVID ANCHE AI PROFESSIONISTI MALATI E DISABILI: LO CHIEDONO LE ASSOCIAZIONI AIL, FAND, FAVO, FISH E UNIAMO

AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma, FAND – Federazione delle Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità, FAVO – Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e UNIAMO – Federazione delle Associazioni di Persone con Malattie Rare d’Italia hanno scritto una lettera aperta al Consiglio dei Ministri per chiedere che venga posto rimedio alla discriminazione nei confronti dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti con malattie oncologiche e disabilità riguardante il cosiddetto reddito di ultima istanza, previsto nel decreto Cura Italia (decreto legge “Cura Italia” 18/2020 art. 44, decreto 28/3/2020 Catalfo-Gualtieri e decreto legge “Liquidità” 23/2020 art.34).

I lavoratori con malattie oncologiche e disabilità infatti, in condizione di maggiore fragilità economica e di salute, non avranno il bonus 600 euro se non interverrà un chiarimento interpretativo e applicativo della norma che chiarisca che a essere esclusi dal bonus sono i lavoratori titolari di pensione di anzianità o di vecchiaia e non di invalidità.

Il reddito di ultima istanza per lavoratori autonomi e liberi professionisti è riconosciuto agli iscritti in via esclusiva alla gestione separata INPS o alle Casse professionali. Quel bonus spetta anche se il lavoratore percepisce un assegno di invalidità civile mentre è negato a chi percepisce un assegno ordinario di invalidità, denominata in alcuni casi pensione, erogata dall’INPS e dalle Casse di previdenza professionali ai lavoratori iscritti e che hanno versato un certo numero di contributi per un certo numero di anni. Per questi lavoratori quell’assegno costituisce una integrazione del reddito professionale ridotto per la diminuita capacità lavorativa e i costi sostenuti a causa di patologie che rendono meno “redditizie” le proprie attività lavorative, ed è quindi una prestazione previdenziale ben diversa nelle premesse, nelle finalità e negli importi rispetto alle pensioni dirette di anzianità e vecchiaia, riconosciute a chi cessa la propria attività. Il bonus dunque è riconosciuto ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti “sani” che hanno subito un danno economico a causa dell’emergenza sanitaria da COVID-19 e a quelli invalidi civili che già percepiscono una prestazione assistenziale dall’INPS, mentre sono esclusi quelli “malati e invalidi” che hanno una “pensione/assegno” di invalidità grazie ai contributi versati.  Appare quindi  evidente che, a parità di condizioni, lo strumento di tutela è negato in modo discriminatorio ai lavoratori in condizione di maggiore fragilità, che in questo momento sono quindi privi di sostegno economico.

Le Associazioni AIL, FAND, FAVO, FISH e UNIAMO chiedono quindi un tempestivo intervento governativo che faccia chiarezza e ponga immediato rimedio a questa palese discriminazione nei confronti dei lavoratori più fragili.

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