CARISSIMA MONICA, TRA MARILYN MONROE E ANNA MAGNANI

– di MAURIZIO LIVERANI 

 

  • Tanti auguri, Monica. Ti ho conosciuto ai primordi. Sembravi, così sostenevano tutti, destinata a diventare una stellina, termine in gran voga in quegli anni. Sei, e lo dico con tutta sincerità, la più dotata attrice italiana. Ti sei imbattuta in un grande regista, Michelangelo Antonioni, geniale, ma negazione della tua grande vitalità artistica. L’incontro è stato felice e sei stata estremamente importante. Hai aiutato Antonioni a cambiare i colori della realtà. Una intera strada di Ravenna è stata completamente dipinta, persino le patate di un mercato sono state ritoccate. In un film il regista ti mise accanto un brutale e odioso giocatore di rugby e tutto si risolse in una tempesta sul set. Antonioni trasse sollievo dalla fuga di Rchard Harris e cambiò completamente la vicenda. Il film si colorò della tua bellezza, della profondità del tuo sguardo, della tua eleganza. Sul set de ”L’eclisse” litigasti con Jeanne Moreau. L’attrice francese invidiava la tua bravura e la tua vitalità. Ci sarebbero tante cose da dire sulla tua carriera così crudelmente interrotta. Difendesti fin che hai potuto le innovazioni cinematografiche di Michelangelo, il quale amava nascondere la verità dietro le grazie della complicazione e dell’inespresso, nella speranza di produrre una giovevole confusione di natura ermetica. Tu in “Deserto rosso” eri afflitta da una crisi psichica; dimessa da una clinica cerchi di inserirsi nella realtà. Il tentativo fallisce, ecco la trama intrisa dalle delicate esplorazioni psicologiche cui tu conferisti, grazie alla tua straordinaria bravura, un’aurea particolarissima che confermò in te, nonostante le invidie, la più dotata attrice italiana. Sarà stato merito di Antonioni per il quale le donne nel cinema avevano una nobile evidenza, mentre gli uomini erano irresoluti. Diceva: “Per me la donna è un filtro più sottile per capire al realtà”. Tu, cara Monica, lo hai aiutato a uscire dai suoi dubbi, dai suoi tentennamenti. Ma tu sei un attrice dotata di una sensibilità superiore. Diceva Michelangelo: “Aver conosciuto Monica mi ha molto giovato”. Hai lavorato con Vadim, con Salce; ti hanno cercato tanti registi da Dino Risi a Monicelli, a Blasetti. Hai offerto la tua straordinaria capacità a dare prestigio alla commedia italiana, ma, prima di incontrarti con il compagno ideale, Alberto Sordi, hai calato la saracinesca sull’incomunicabilità. Hai nobilitato il carattere della commediante italiana dalle scorie del “pupazzetismo”. Nel rinnovarti gli auguri, sottolineo un fatto: quando sullo schermo apparivi tu, con quei bellissimi occhi, l’attenzione del pubblico toccava i più alti livelli. Sei un genio della recitazione femminile: tra Marilyn Monroe e Anna Magnani. Un abbraccio.

 MAURIZIO LIVERANI