CASTRO, COSA HAI FATTO?

di Maurizio Liverani

Ne “L’uomo in rivolta” Albert Camus dice che “nel comunismo il carnefice è deificato dalle sue vittime”, per distinguerlo dagli altri “ismi” dove il carnefice o si autodivinizza o è divinizzato dai suoi seguaci. Che i castristi, fedeli allo loro spietata verità, beatifichino Fidel Castro rientra nella logica della loro retorica misticheggiante e dogmatica. Ma gli altri? Per quel che concerne la libertà di giudizio diremo, con Péguy, che fra i vari privilegi di cui godono i viventi c’è, incontestabilmente, quello di poter fare una cattiva lettura di Omero. Purtroppo di questo privilegio fruiscono per paura e conformismo in pochi in Italia. Abbiamo dovuto attendere la morte di Fidel perché si possa finalmente godere di questo privilegio. La stampa lancia accuse ma le minimizza, mentre avrebbe dovuto ricordare che Castro è stato un comunista di stampo cannibalesco. Al marxismo aveva imposto l’odio e lo sfamamento dei coccodrilli cui venivano dati in pasto gli oppositori. Siamo al punto che pochissimi barcollano sotto l’urto della “sorpresa” per la sua scomparsa. Al Leader Maximo è giunto l’omaggio del papato e dei capi di altri Paesi che godono, come il nostro, di una finta democrazia. Sono fatti accertati ed è assai difficile considerarli ufficialmente “calunnie reazionarie”. E’ più comprensibile la teoria che il castrismo, divenuto una moda nel mondo della sinistra, continuerà a sopravvivere e Castro sarà considerato come il genio di una nuova strategia; mentre era un illustre carnefice, un illustre servo dello stalinismo. Questi connotati morali dell’uomo sono noti ai cubani che hanno subito le sue persecuzioni e che alla sua morte esprimono soltanto gioia. Oltre agli anticastristi perseguitati, si distacca dall’esaltazione il neoeletto presidente degli Usa che prenderà lo spunto, assillato dalla necessità di darsi una politica anche questa persecutoria, per incrementare la sua avversione verso i clandestini. I castristi troveranno lo spunto per considerare il mondo occidentale razzista. Ci attendono giornate roventi, dopo quelle dedicate a glorificare il dittatore cubano.

Maurizio Liverani