C’E’ DELL’ASTIO… MA E’ LOGORO

C’E’ DELL’ASTIO… MA E’ LOGORO

di MAURIZIO LIVERANI

La conferma che le frontiere della soggezione ai potenti possono sempre cadere ci è venuta con il salvataggio di Radio Radicale da parte della Lega, di Forza Italia e della sinistra. E’ questa la grande novità. I radicali, con Marco Pannella in testa, hanno sempre portato in loro qualche segno di superiorità. Questa superiorità nasce dal libero gioco del pensiero. Scelta che i radicali hanno pagato a duro prezzo, con una “fucilazione” in tempo di tregua equivalente a censura di Stato, preventiva, subdola e occulta; quella che si è instaurata in Italia, nata da una mentalità autoritaria cui si è accodato anche il M5s, in rotta con la Lega. Segno preoccupante che il movimento di Di Maio appartiene alla sterpaglia dei partiti battuti nelle recenti consultazioni. Quella del leader del M5s è una politica arlecchinesca, chiusa nelle aule del potere, ostile alla cosiddetta “disobbedienza civile” che conferì a Pannella e ai radicali di dare risalto ai problemi veri della nazione, ai diritti civili, ispirandosi ad alti principi. Il primato dei radicali è stato quello di sberteggiare i grandi, fasulli ideali della politica italiana. Soltanto dal liberalismo radicale è sempre venuta la condanna di tutte quelle forze, partiti, magistratura, sindacati, responsabili per inerzia o pressapochismo di questa miseranda qualità della vita che gli italiani vivono. Oggi arriva il riconoscimento della funzione di Radio Radicale, per merito della quale i cittadini possono giudicare da loro stessi gli argomenti della politica. Solo gli stolti possono deprecare questo atto libertario di sovvenzionare una “voce libera” e, soprattutto, utile.
 
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A dispetto di tutti gli insuccessi, i cinquestelle di Di Maio hanno la faccia tosta di sbandierare come successo smacchi, sconfitte, fallimenti a catena; promettono ulteriori sconquassi, un giubileo di errori.

Nel sentirsi trattare come “non professionisti della politica” i 5stelle sembrano dei serpentelli intenti a farsi inghiottire da un bue.

In Italia si è creato un clima di faciloneria in cui sono pochissimi i parlamentari capaci di giudicare se stessi.

Nell’aula “sorda e grigia” di Montecitorio è sempre regnata la prolissità… pesantezza, pedantismo; per infrangere la noia c’è soltanto l’invidia con le sue furie e le sue rampogne.

Ai moralisti della carta stampata non resta che lottare contro il crepuscolo; sono ormai dei suppellettili del giornalismo della grande azienda.

MAURIZIO LIVERANI 
 
(dai libri “SORDI RACCONTA ALBERTO”, “IL REGISTA RISCHIA IL POSTO”, “AFORISMI SOSPETTI” e “LASSU’ SULLE MONTAGNE CON IL PRINCIPE DI GALLES” di Maurizio Liverani)