CHE COSA HA IN MENTE IL PAPA?

di Maurizio Liverani

Improvvisamente nelle aule del Vaticano si mormorano parole irripetibili sul papa. Che bisogno c’era di annunciare un accordo, un’intesa di buona creanza tra palestinesi e lo Stato vaticano? Quando imparerà questo imprevedibile papa che i rapporti tra Stati religiosi debbono avere due facce? Una per la massa dei credenti e una per le gerarchie. Sono questi fatti che rivelano come il Vaticano sia simile a uno Stato, cioè abbia una doppia politica. Il rimprovero che la Curia muove a Francesco è di aver reso pubblico questo atto in un momento difficile. La direttiva della propaganda vaticana si affida a due volti: uno ottiene gli alleluia dei credenti, l’altro il consenso degli apparati vaticani. In questo momento schiuma rabbia tra i porporati nel vedere come il papa tratti con riguardo i palestinesi invece di indurli alla cautela. Da un giorno all’altro papa Francesco ha cambiato registro. Spruzzava il suo vetriolo contro i non cristiani, evitando di trattare un inciucio. Lo fa evidentemente per eludere scontri e addolcire quelle frange facinorose del mondo non cattolico che vorrebbe infagottare la nostra religione. Si tratta di porre la strategia al posto della ripugnanza; se ci sarà feccia la daremo a loro mentre noi offriremo rispettabilità. Questo giochetto può rinfocolare l’ardore anticattolico nei palestinesi ed essere pericoloso. Le fornicazioni tra fedi opposte raramente danno buoni risultati. C’è chi sospetta che l’accordo offerto dai palestinesi sia uno sgambetto. Per Israele lo stato palestinese non esiste; ne conseguirebbe che non è possibile un accordo. In questi casi quando la situazione è poco chiara i membri che hanno siglato l’intesa stanno “babbeando” senza che nessuno voglia prendere il toro per le corna. Dietro questo garbuglio appena annunciato c’è un clima psicologico teso; ci si spia da quando ci si è accorti che tutto quello che si dice nelle riunioni più ristrette viene regolarmente e puntualmente trasmesso fuori dalle mura del Vaticano.  I palestinesi sembrano avere la testa piena di idee, gli altri brancolano nel buio.

Maurizio Liverani

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