ALLORA VOTIAMOCI… ALL’OTTIMISMO !


FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI 


ALLORA VOTIAMOCI… ALL’OTTIMISMO !
Il piccolo imprenditore è stato sempre considerato dalla sinistra una amalgama di sanfedismo, di gretto egoismo, di mediocrità, di “buon senso” piccolo-borghese. Lo scopo prefisso dai marxisti leninisti è stato la proletarizzazione dei ceti medi, per ingrossare il corpo delle masse affinché diventasse marea travolgente contro i borghesi. Ubriacata soltanto di capitalismo, la sinistra si è accorta tardi che il capitalismo è stato abolito unicamente nei Paesi dove non esiste. L’ideale naturale, inconfessato sarebbe di risolvere i problemi delle imprese sopprimendole. In attesa di riuscirvi, si china amorevolmente su di esse per simulare un tentativo di salvataggio, dopo averle portate al fallimento. Abituata parlare e a scrivere sempre “contro” qualcosa, mai “per” qualcosa, la sinistra ha mutato registro annunciando trionfalmente di aver deciso di adottare un transfer fisico e uno statuto morale tacitando i facinorosi. Come avviene da noi, si mobilitano gli elementi del potere per indurre al silenzio gli insofferenti; il gioco, però, non riesce sempre. Il regime, nessuno lo avrebbe detto, rinuncia alla piazza, all’agitazione violenta; per placare gli animi inalbera una faccia da requiem, da moderazione e accentua l’impressione di entrare, quanto prima, verso qualcosa che somigli alla distensione. L’eloquenza, ritrovata la sua onestà, corre a fiotti. Si ricorre alla sperimentata strategia: cancellare il chiacchiericcio stalinista e, soprattutto, votarsi all’ottimismo.
 
MAURIZIO LIVERANI