CONCORSO GIORNALISTI RAI: APPELLO PER LA PROROGA DELLE GRADUATORIE

Il Comitato Informazione Pubblica: Nuovi vertici scelgano trasparenza

“Auguriamo buon lavoro ai nuovi vertici della Tv di Stato e auspichiamo che, attraverso il loro impegno, la Rai s’insedi nel solco di trasparenza e dedizione al pubblico servizio insito nella missione fondativa dell’azienda”. Così dichiara il Comitato per l’Informazione Pubblica, fondato da oltre 100 giornalisti professionisti risultati idonei nel concorso 2015. “Quando manca meno di un mese alla scadenza della graduatoria, la Rai si ostina a negarci l’accesso agli atti concorsuali – prosegue il Comitato -. Per due volte abbiamo avanzato istanze per accedere gli atti, come nostro diritto, ma entrambe ci sono state respinte. Perplessi per questa mancanza di trasparenza abbiamo presentato ricorso al Tar del Lazio: l’udienza è prevista per il prossimo 31 ottobre. Il nostro augurio, oltre alla speranza che la nuova dirigenza possa fare ciò che è meglio per l’azienda, è che la Rai possa essere un luogo cristallino e puntuale nella selezione del personale professionalizzato, in special modo per quanto riguarda la sua missione di servizio pubblico”.

“Proprio per questo motivo, ci auguriamo che l’azienda proroghi la graduatoria attualmente in vigore fino al suo esaurimento, secondo quanto è previsto dalla legge, come si evince anche dal parere pro veritate redatto per noi dal Prof. Avv. Gianluca Maria Esposito, ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Salerno. La Rai nel 2015 ha fatto una selezione meritocratica, abbandonando procedure meno trasparenti, e ha stilato una graduatoria di 392 professionisti selezionati da una Commissione prestigiosa, presieduta da Ferruccio de Bortoli. I requisiti di idoneità di questi 392 giornalisti sono stati accertati attraverso prove di giornalismo televisivo, radiofonico, web e social, oltre che tramite colloqui in lingua straniera e psicoattitudinali. Secondo l’azienda la graduatoria scadrà il prossimo 15 ottobre, a tre anni dalla pubblicazione della stessa, termine dopo il quale cesserà di avere valore. Eppure, leggi e sentenze vincolano l’azienda, in nome del dovere di contenere i costi delle procedure selettive, a ricorrere allo scorrimento delle graduatorie fino al loro progressivo esaurimento. Ricordiamo in proposito che il comma 1096 della legge di Bilancio 2018 ha attribuito all’azienda l’onere di “avviare, in un’ottica virtuosa di risparmio a medio-lungo termine, immissioni in organico di figure al livello retributivo più basso, attingendo in primis al personale idoneo inserito nelle graduatorie 2013 e 2015″. Non solo: l’ordinanza del Consiglio di Stato n. 001191/2018 ha ribadito che, per quanto riguarda il personale addetto al servizio pubblico, la Rai è equiparata in tutto e per tutto alla Pubblica Amministrazione, il che implica l’obbligo di assumere per concorso e di prorogare le relative graduatorie fino al loro tendenziale esaurimento”.

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Nella foto: il Presidente della RAI Marcello Foa