CONTE, LA ZANZARA-TIGRE

di MAURIZIO LIVERANI

Gli adoratori degli inciuci politici gioiscono alla prospettiva che se ne possa realizzare uno tra la Lega e gli ex del Nazareno. Matteo Salvini ha ormai tutti i caratteri di un Masaniello che fa gran uso del servofreno; alcune volte amplifica se stesso con perturbazioni colleriche, convinto che i milioni di votanti siano gente felice di vederlo a volte minaccioso, a volte conciliante, ma che da lui si attende soprattutto che faccia piazza pulita di tutte le fandonie che stampa e televisione offrono ai loro seguaci. Tutta gente che ha una gran voglia di trascinare alla sbarra degli imputati i politici e i prelati corrotti prescindendo dal fatto che questi siano un’istituzione come i vespasiani e i telefonini. La storia concede con facilità un passaggio a un politico tonitruante che, con le sue sparate oratorie, riempie colonne di carta stampata. Ora, con sorpresa, scopriamo che anche una rete di Stato, condotta da personaggi inediti, mette in luce la sinistra situazione di un quartiere romano dove è stata uccisa una ragazza. Il caso è noto, sorprende che un groviglio di isterismi riempia questo quartiere in completo abbandono che riporta alla memoria i campi di concentramento nazisti. A illustrare il degrado, moralisti improvvisati che si muovono in questo monumento allo “sfascio” senza sapere chi li abbia incaricati a questa indagine. La prima ipotesi che viene alla mente è che la Rai voglia far piena luce su questi casi per indurre i romani perbene a reagire in un clima elettrico e con riti disperati, con mannaie come nelle guerre di religione. Lo stupore nasce quando ci si rende conto che i malvagi hanno l’aria arrogante di chi può liberamene spadroneggiare nella città. Le forze autorizzate a mantenere l’ordine sono assenti, o quasi, arroccate intorno al palazzo del Comune, forse per far sapere che la sindaca Raggi è ben protetta. Evidenziare queste brutture da terzo mondo sembra, come già detto, abbia il fine di esulcerare il sangue dei cittadini, un tempo capeggiati dal partito comunista, quando era considerato come “l’ultima spiaggia”. Le maniere flebili dei suoi capi attuali testimoniano, fatta eccezione per i vecchi capi che si limitano a deprecare, di non avere più alcuna capacità di reazione. I suoi esponenti sono confusi, capaci, al massimo, di fare dell’ironia e affidano la deprecazione ai giornali del grande capitale. L’italiano, sempre più iracondo, non sa più da che parte si trovi; si annunciano forze rampanti, offerte in funzione anti-UE dal presidente degli Stati Uniti che parte da considerazioni strategiche. L’Italia elenca con franchezza i suoi guai. La Francia, con toni garbati, nasconde i propri, che sono tanti. I politologi guazzano allegramente alla vista della rissosità che imperversa nell’Unione. C’è chi sospetta che noi ingigantiamo i segni del degrado per indurre Trump a correrci in aiuto, prevenendo il soccorso di Putin sollecitato, alla maniera dei questuanti, da Salvini e Di Maio, preceduti dalla “zanzara-tigre” Conte, che flirta con Donald.

MAURIZIO LIVERANI