CRONACA LOCALE, OSSIA LA VERA CRONACA. PECCATO NON ESISTA PIU’

 

di Giacomo Carioti

I nostri colleghi delle pagine di cronaca dei grandi quotidiani amano molto, e il più delle volte giustamente, puntare il dito contro l’amministrazione romana, per tutte le enormi –ed anche crescenti- disfunzioni che affliggono la capitale d’Italia, e alle quali non si intravede rimedio.

Una cosa sfugge loro (così come purtroppo sfugge alle stesse organizzazioni rappresentative dei giornalisti): Roma è così anche e soprattutto perché è praticamente del tutto assente l’informazione locale realmente impegnata sul territorio.

La cronaca dei grandi giornali non è più nemmeno cronaca, ma mero strumento –per quanto anch’esso utile- di battaglia politica o di orientamento generale.

La scomparsa (tre anni or sono, ma con crisi aziendali risalenti ad almeno cinque anni) delle due principali televisioni di Roma ha determinato anche una reazione professionale a catena: manca del tutto, infatti, la diffusa autorevolezza della informazione locale residua che, nel terrore di una totale estinzione, ha del tutto abdicato al residuo compito di tallonamento e di pressione sulla politica e sull’amministrazione.

Questo orribile fenomeno, che distingue negativamente Roma da ogni altra capitale europea o mondiale, è del tutto ignorato dalla pubblica opinione, ormai rassegnata e totalmente sfiduciata nei confronti del giornalismo di servizio. E, cosa ancor più grave, sfugge a chi avrebbe qualche possibilità per tenere vive le fiammelle di speranza e di recupero, nel superiore interesse comune: politici, amministratori, sindacati.

In queste miserevoli condizioni, sentir parlare negli ambienti giornalistici di principi quali la libertà, e il pluralismo può suscitare, a volte, un moto di sarcasmo.

Questa realtà è contraddistinta da una colpevole e spesso dolosa ignavia: della quale, purtroppo, non possiamo che vergognarci.

Giacomo Carioti