DI SCHELETRI SONO PIENI GLI ARMADI

FATEMELO DIRE

di MAURIZIO LIVERANI

DI SCHELETRI SONO PIENI GLI ARMADI
La giustificazione storica del fascismo va ritrovata in quanto accaduto negli anni del post-fascismo. Ormai diventati suppellettili della politica, i giornali, per resistere al crepuscolo, si fanno scudo con la ricorrente tiritera dell’antifascismo. Uomini coinvolti nel passato regime hanno adottato una gherminella: rinnegare il passato scomodo. “Sin al ’45 ho sbagliato; rinnego quanto scritto. L’annata buona è cominciata dal 46’ in poi”. E’ quanto ha lasciato scritto un notissimo senatore il quale – lui così prudente e accorto – inneggiava, nel ’45, al duce, tanto che lo stesso Mussolini se ne stupì con Indro Montanelli. All’”ipse dixit” di Fucecchio, il “piccolo dittatore all’epoca di Stalin” chiese quanti anni avesse quel giovane dall’aria “di paffuto sacerdote”. Ne aveva ventisette, si chiamava Giovanni Spadolini. Quando Montanelli glielo rivelò, lasciò di stucco l’”uomo di Salò” che in cuor suo amava soltanto gli anarchici. Sedicenne, conobbi il duce a Salò dove ero andato ad accompagnare mio zio, Augusto Liverani, ministro dei Trasporti della Repubblica Sociale (regolarmente fucilato ed esposto a piazzale Loreto). Posandomi una mano sulla spalla, Mussolini mi disse: “Maurizio, bel nome di anarchico…”. Mio padre, che era stato anarchico come lavoratore nelle miniere di Charleroi, al primo nome ne fece seguire altri due: Benito e Romano. Se è vero che “nominem ominem”, dovrei diffidare delle mie scelte ideologiche. Sono sempre stato lontano dall’aria inquinata dei partiti; nella sfera della politica si conosce una finta libertà: quella dei segretari che si permettono di scegliere candidati inquisiti in nome di ideali scaduti.
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Il politico situa il dibattito su un piano molto scolastico.
Se un leader, diciamo di destra, individua nell’oppositore, diciamo di sinistra, norme e progetti simili ai suoi parte l’accusa di essere un copione.
I ricchi cercano sempre nuovi paradisi fiscali; non si riesce a evitare che l’Italia si presenti soltanto come un inferno fiscale.
Le ideologie hanno perduto ogni blasone di nobiltà a tutto vantaggio di un’Italia che aspirerebbe a essere solidale, fiore all’occhiello di una rivoluzione spontanea di tipo “liberal-democratico”.
Da sempre i partiti democristiani, come i comunisti, i socialisti, i socialdemocratici, si sono proclamati incrollabilmente ligi alla libertà, al punto di servirla anche nella loro stampa che attinge alle casse dello Stato.
In politica, le scartine tentano di risalire la corrente come i salmoni che finiscono in bocca agli orsi in agguato sulle cascate.
Basta avere uno “scheletro nell’armadio”, cioè una colpa che al momento giusto può servire a chi ti assume per poterti rimuovere e far largo a un altro concorrente, dotato di uno “scheletro nell’armadio”.
MAURIZIO LIVERANI 

(Aforismi dai libri “SORDI RACCONTA ALBERTO”, “IL REGISTA RISCHIA IL POSTO”, “AFORISMI SOSPETTI” e “LASSU’ SULLE MONTAGNE CON IL PRINCIPE DI GALLES” di Maurizio Liverani)