DIGNITA’ E SALUTE MENTALE: MOSTRA E CONVEGNO A FRASCATI

La mostra “Legare e sciogliere” Monachesi e Basaglia: un’esperienza (Jesolo 1977-78)”, che sarà ospitata a Frascati, in provincia di Roma, presso le Scuderie Aldobrandini venerdì 14 e sabato 15 settembre, presenta alcune opere in evelpiuma dell’artista Sante Monachesi e una selezione fotografica dell’evento “Legare e sciogliere”, che si tenne a Jesolo nel 1977, ideato dall’artista insieme a Franco Basaglia, il promotore della Legge 180.

La mostra accompagna il Convegno “Legge 180 tra dignità e salute mentale, un viaggio lungo 40 anni” che si terrà a Frascati venerdì 14 e sabato 15 settembre 2018, alle Scuderie Aldobrandini e alle Mura del Valadier, e che ha il Patrocinio della Regione Lazio,  del Comune di Frascati, della ASL Roma 6.

Hanno promosso l’iniziativa le Cooperative Sociali Arcobaleno, Apriti Sesamo, ELMA, Agricoltura Capodarco, Gnosis, Sorriso per tutti.

APPUNTAMENTI

Alle Scuderie Aldobrandini, nella centralissima Piazza Guglielmo Marconi, si terranno: il Convegno, accompagnato da tavole rotonde (nelle mattine del 14 e del 15 dalle ore 9.00 alle 13.30); la Mostra “Legare e sciogliere”; il Concerto della C.O.S.M.I.C. SBand e del Coro CORIBRI’  (venerdì 14 ore 18.00).

Alle Mura del Valadier, in Via del Castello, si terranno nei pomeriggi del 14 e del 15 (dalle ore 14.30 alle 18.00), laboratori, proiezione di corti ed esposizione delle iniziative promosse dalle Cooperative.

La mostra sarà presentata da Donatella Monachesi, figlia dell’artista e presente all’evento del 1977, al termine della sua testimonianza al Convegno prevista per le ore 12.50.

Le opere di Monachesi sono state gentilmente messe a disposizione da Donatella Monachesi.

Le foto sono di Silvio Pasquarelli.

Sante Monachesi

Sante Monachesi  (Macerata 1910 – Roma 1991) è stato un artista, pittore e scultore, che nel corso della sua vita ha sempre tenuto vive  le suggestioni  della sua giovanile adesione al Futurismo, quando lo stesso Filippo Tommaso Marinetti aveva scritto entusiasticamente delle sue opere. E la vena futurista è affiorata negli anni, tra un fiore ed un muro di Parigi, come entusiasmo per tutte le scoperte scientifiche, dalle Fasce di Van Allen ai nuovi materiali. In un’epoca in cui si iniziava ad affrontare lo spazio, Monachesi, consapevole che sulle navicelle non si potevano portare sculture in bronzo, ne inventò in evelpiuma, così si chiamava il nuovo materiale prodotto dalla Pirelli. Nacquero così, nel 1960, le evelpiuma, sculture leggere ottenute ripiegando i fogli del materiale e legandoli con lo spago. Monachesi pubblicava addirittura un libro sulle sue sculture con annesso foglietto in evelpiuma, spago e istruzioni per crearsi una scultura. Fu una novità assoluta, come lo sarebbero stati in seguito i metacrilati, le sculture in plexiglass. Quasi in contemporanea alle evelpiuma Monachesi stilava, nel 1964, il I Manifesto Antigravitazionale, poi sintetizzato in Agrà, sempre in tema di leggerezza. L’Universo Agrà o antigravitazionale formulato dall’artista implicava una leggerezza intesa non solo come peso fisico ma soprattutto come libertà mentale dal peso di qualsiasi condizionamento. Fu l’antropologo Franco Cagnetta a far conoscere il lavoro di Monachesi a Franco Basaglia ed a sua moglie Franca Ongaro. Il grande psichiatra si innamorò di queste sculture che esprimevano il senso di libertà e che stimolavano la creatività senza esigere materiali costosi e tecniche complesse. È nato così il progetto “Legare e Sciogliere – L’evelpiuma e l’universo Agrà di Monachesi” svoltosi a Jesolo nel  1977 grazie al contributo del Comune che  mise a disposizione gli ampi spazi della nuova scuola. Ancor oggi il prezioso catalogo, edito da Marsilio nel 1978, in occasione del ripetersi dell’evento, ne reca testimonianza. L’iniziativa ebbe una risonanza internazionale tanto che, sia pure limitatamente all’opera di Monachesi, fu presentata a Parigi alla Sorbonne nel 1979.

Sono gli stessi Franco e Franca Basaglia a narrare, in catalogo, come fosse articolato l’evento: la mostra di Monachesi accompagnata dalla realizzazione collettiva di sculture in evelpiuma; l’esposizione di  sette sculture create da Ugo Guarino dentro l’Ospedale psichiatrico di Trieste, utilizzando vecchi mobili ed infissi; le foto di Mark Smith;  la presentazione  della grande scultura simbolica “Marco Cavallo”, costruita in legno e cartapesta da un gruppo di artisti insieme ai degenti nello stesso Ospedale.

«Presenza tragica e festosa, Marco Cavallo è stato per i degenti dell’Ospedale psichiatrico di Trieste un simbolo di lotta e da questa mostra “legare e sciogliere” ripropone un simbolo per una lotta contro ogni forma di oppressione dell’uomo». Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia.

 

 

Per informazioni: Stefania Severi, cell. 328/9097609; mail: severi.stefania@gmail.com