E ADESSO? TUTTO DA CAPO

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

E ADESSO? TUTTO DA CAPO

“Veramente rivoluzionario è soltanto il momento pre-rivoluzionario. Per non cadere nel cestino dei rifiuti chi è di sinistra utilizza i mezzi della reazione che in precedenza aveva condannato”. Questo scrive Emil Cioran in “Storia e utopia”. Ma a parti invertite, con la destra al governo e la sinistra in opposizione, in Italia scorrerebbe molto sangue. Cioran precisa: “Una rivoluzione una volta al potere diventa il contrario … cessa di essere una rivoluzione, imita la fisionomia , l’apparato  e persino il funzionamento dell’ordine che aveva rovesciato; più vi si dedica e più distruggerà i propri principi e il proprio prestigio”. La politica della “mano tesa” come trampolino per la costituzione di un governo di unità nazionale consentirebbe alla sinistra di installarsi sempre più al potere come una “nuova” classe dirigente, dopo aver allontanato gli avversari dai centri direzionali. La recente storia italiana ci insegna che la mostruosità dell’inciucio con i post-comunisti era già in atto durante lo stalinismo. In “Tutta la verità”, Roger Garaudy, il famoso filosofo francese, getta luce su realtà che nessun intellettuale di sinistra nostrano ha mai avuto il coraggio di portare a conoscenza degli italiani. Da questi fatti nasce il rigetto profondo della politica e, soprattutto, della distinzione tra destra e sinistra, non certo voluto dai cittadini ma prodotto, grazie alla loro sconclusionatezza, dai partiti della “seconda” Repubblica. Fotocopia della prima con un solo peggioramento segnalato dalle facce che rivelano una pochezza, una incompletezza intellettuale che, inevitabilmente, portano a pensare come i post-comunisti, invece di finire nel cassonetto della storia, si aggrappino alla poltrona. Il fatto inedito è che i moderati non sono né di destra né di sinistra; vogliono soltanto quiete sociale. A sinistra si è formata un’ipotesi inversa: quella di una classe politica in panne che ricorre alla magistratura, alle intercettazioni, ai gossip per debellare le ostilità; da troppe parti si vuole inciuciare per sventare i pericoli di un elettorato rappresentato dalla Lega. D’improvviso i maggiori diffusori di notizie e di idee chiudono la diffusione delle idee. Gli italiani che stanno attenti avvertono un’inversione di rotta. C’è sempre un pericolo: che si ridesti l’odio. Oggi più di ieri non si può più chiedere a uno scrittore di essere orientato a sinistra piuttosto che a destra. Come spiega André Glucksmann, “La stupidità” (titolo del saggio) non risparmia i suoi favori a nessuno. “Temo che la destra approfitti della stupidità della sinistra per bearsi della propria stupidità”. L’”engagement” ha smesso da tempo di essere fonte di intelligenza.
 
MAURIZIO LIVERANI