ECCO LA MERKEL NOSTRANA

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

ECCO LA MERKEL NOSTRANA

Quanto sta avvenendo dopo le dimissioni delle ministre di Italia viva potrebbe giovare al carisma di Silvio Berlusconi. I leader della coalizione di destra hanno questa speranza di poter dire con Paul Valery: “Je vie par curiosité”. In sostanza, tutti sono curiosi di vedere come andrà a finire in questo Paese in cui tutti si sentono sfiorati dal respiro della Storia. Chi voleva la crisi ha il diritto di inebriarsi; è anche lui un pilone di questa democrazia nata dalla continuità del trasformismo. A tanti anni di distanza le guide morali sono d’accordo con Nenni; in una democrazia senza demo un uomo politico somiglia a un ermafrodita sospeso tra diverse possibilità. Matteo Salvini potrebbe essere compagno di Matteo Renzi, ma nello stesso tempo essere alleato del “generoso” Silvio. Berlusconi è fatto per essere pianto e rimpianto. C’è chi dice che si vede al Colle quando sarà scaduto il tempo di Mattarella; nei suoi occhi si legge la speranza, si fa per dire, di un rinnovamento. Walter Veltroni non si pone in una posizione anti Renzi, vuole soltanto affermare, attraverso il “Corriere della Sera”, una decisa personalità con una spiritualità inquieta. “Nulla da rinnovare ma soltanto da continuare”. Con Renzi e Berlsuconi avverte che è giunta l’ora di uscire dalle sfere del parassitismo contiano. Alla “borsa nera del riciclaggio” in questo momento le lobby che detengono effettivamente il potere possono orientare le scelte dei “razziatori”, da non confondersi con i depredatori di poltrone, incarichi ed encomi. Dai cosiddetti cavalli di razza è difficile far razza nei partiti. A Renzi e Veltroni premono le proporzioni del mito; hanno l’aria di volersi avvolgere in un manto di insostituibilità. Come ex di nuovo conio chiedono ai vecchi i risarcimenti perché un patrimonio di ideali è stato sciupato in vane diatribe, in oscure manovre, in cupi rancori. A loro chiedono innanzitutto di riportare in vetta le nuove leve e di non lasciare in mano a Conte e a Di Maio un comando tanto ambito. La “mossa” decisiva appartiene d’ufficio a Sergio Mattarella. Per alcuni non ci sarebbe che Mattarella per succedere a Mattarella. Il Vaticano preme sempre per avere al Quirinale un cattolico. Si cerca qualcuno che abbia la statura di “uomo del Colle” però sa che nessuno vuol avere come guida Romano Prodi il quale cerca di far fortuna su vari fronti; mostra sempre di uscire dalla politica, per parteciparvi più attivamente. Maria Elena Boschi ha imparato dai maschietti quanto sia comodo essere rigorosi a parole. Lei è capace di uscire dalla solita praticaccia politica con ideazioni che mettono in allarme il mondo politico; ha idee chiare, non ha una individualità soverchiante. Non è improbabile che potremmo trovarci come capo del governo Matteo Renzi, uomo nuovo per tutte le stagioni. Ma a Roma, come dice Stendhal, “i dotati sono accantonati ma fanno paura ai governanti in carica”.
 
MAURIZIO LIVERANI