ERBA VOGLIO

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

ERBA VOGLIO

L’editore modello doveva essere quello che ha mutilato l’opera di Adorno di quelle parti che non corrispondono agli interessi della sinistra. Questa censura ha consentito alle edizioni “Erba Voglio” di raccogliere i brani mutilati in un saggio dal titolo “Minima imMoralia”. Così veniamo a sapere che nel “Primo cerchio di Ivan Denissovic” Solzhenitsyn scrive: “Nessun regime ha mai amato i grandi scrittori, solo i mediocri”. Ecco spiegato il silenzio che avvolge Guido Morselli (“Dissipatio H.G.”, “Roma senza papa”).

L’ironia dovrebbe giovare al potere perché affetta un distinguo che nasconde un sostanziale conformismo dei vignettisti, dei caricaturisti, degli sbeffeggiatori. Insomma, giova al potere. La caricatura è “dettata” dal caricaturato ed è apprezzata in rapporto alla statura di questo. Il primo ministro Conte non concede nulla allo sberleffo e all’estro del caricaturista. E’ succube di questo tempo di mediocrità. Durerà a lungo.

Mentre i politici sono continuamente disposti ad optare per il passato, partiti che non partecipano al governo e alla spartizione del malloppo si accontentano di essere formazioni di prima classe. In Parlamento vivono nascosti come l’umile violetta.

Grillo appoggia Virginia Raggi con l’intento di riproporla come prima cittadina o di renderla inservibile? Scorrendo le cronache delle “imprese” della sindaca di Roma si accentua nel cittadino la malinconia della “fine del mondo”. Questo è un paese nato vecchio; “aborti” di giovani con le idee già chiare: prendere i primi posti costi quel che costi. “Annulliamoci” era il motto del compianto Casaleggio per immettersi nel futuro come “non partito”. Il politico italiano non accetta di ridursi a “bacillo virgola”; è ansioso di riempire le tasche.

“Illustre –  scrive Dante – si dice di persona che illumina e illuminata rifulge”. Nessuno tra i pentastellati ha i caratteri di un corpo luminoso; per questo nel movimento sono così irritati e irrequieti. Sembra che le attenzioni vadano a Luigi Di Maio dotato, dicono, di quelle qualità che indurrebbero all’entusiasmo e all’ottimismo: un respiro nuovo. Se per respiro nuovo si intende l’ultimo, è ben trovato.

 MAURIZIO LIVERANI