FOTOGRAFIA: A SORIANO LE NUOVE FRONTIERE

Quindici mostre, numerosi fotografi coinvolti e poi conferenze, escursioni, incontri. Tutto questo è SorianoImmagine2017 – SpazioTempo, dall’istantanea Etrusca alla Nuova Frontiera Fotografica, incentrato sull’interessante e suggestivo connubio tra fotografia e archeologia che si terrà dal 22 al 30 luglio.

Il nuovo Ufficio Turistico, le Scuderie di Palazzo Chigi-Albani, l’InfoPoint, il Castello Orsini, la Chiesa di S. Antonio, la Sala Consiliare del vecchio municipio, la nuova sala espositiva in Via S. Maria: saranno queste le sedi della prima Rassegna Internazionale di Fotografia SpazioTempo che per due weekend animerà Soriano nel Cimino (VT). L’evento è organizzato dal Centro Studi e Ricerca Fotografi della Tuscia in collaborazione con ArcheoTuscia Onlus Sez. di Soriano nel Cimino e Coop. Sociale Il Camaleonte. 

Come spiega Enzo Trifolelli, esponente del Centro Studi e Ricerca Fotografi della Tuscia che promuove l’evento: “La fotografia istantanea, abbassando i tempi di ripresa, annulla la registrazione del trascorrere del tempo e trasforma la realtà da tridimensionale a bidimensionale secondo le regole prospettiche della camera obscura. Tale staticità determina un persistente rifermento alla pittura. Nella ricerca di nuove forme espressive è invece possibile esplorare le capacità della macchina fotografica come la registrazione del tempo e dello spazio attraverso il movimento dell’autore. Così facendo il soggetto si smaterializza e rimaterializza in diverse prospettive rivelando anche la traccia del percorso del fotografo nello spazio e nel tempo. Questa è la fotografia che rappresenta lo SpazioTempo.”

Oltre alle varie tecniche denominate ICM (Intentional Camera Movement), due sono le novità concettuali esposte: il FoTotempismo e lo SpazioTempismo. Nel primo concetto, l’autore si sposta nello spazio durante la ripresa, e per la prima volta con il suo “Gesto” genera il “Segno” in fotografia. Nello SpazioTempismo, L’autore si esprime con un’opera che costringe il fruitore a percorrere fisicamente lo stesso spazio che l’autore ha percorso durante la realizzazione delle sue immagini.

Si parte quindi dall’immagine del Tuffatore (Tomba della Caccia e della Pesca, 530 a.C., Tarquinia), come esempio di istantanea etrusca, per giungere da una parte a nuove indagini espressive in campo fotografico, dall’altra per ripercorrere la storia del territorio dei Cimini dall’Età del Bronzo al Rinascimento con un ricco calendario di conferenze organizzate in collaborazione con Archeotuscia Onlus sez. di Soriano nel Cimino.

L’inaugurazione è prevista per sabato 22 luglio alle ore 17.00 presso le Scuderie di Palazzo Chigi-Albani. 
Seguirà programma dettagliato. 

http://www.sorianobella.it/

SpazioTempismo di Enzo Trifolelli

Già nelle immagini preistoriche la superficie su cui veniva dipinta la scena, era quella frontale, in quanto l’altra parte era normalmente inaccessibile, eancora con i mosaici, poi con gli affreschi e le tavole, che quest’ultime, hanno dato la possibilità di essere dipinte anche sul retro.

Questa possibilità è stata sfruttata nella pittura con il concetto dei dittici , trittici e polittici, ma mai rappresentanto il soggetto immerso nello Spazio-Tempo.

Poi con la tela tesa su telaio, la pittura è stata condannata ad essere perennemente appesa a un muro. Una sola vista obbliga ad una sola visione. Molti pittori hanno inventato artifici per andare oltre alla rappresentazione prospettica che contemplasse anche la parte posteriore del soggetto, come nel cubismo di Picasso.

Anche la fotografia ha subito le conseguenze di una sola visione e cosi viene anch’essa, da sempre, appesa ad un muro o imprigionata in una cornice.

L’intuizione del fotografo Enzo Trifolelli, con il suo Spazio-Tempismo che si armonizza anche e non solo con il FoTotempismo, è stata quella di considerare le due superfici della tele come immerse nello spazio con un percorso fatto dall’autore per rappresentarlo e dal fruitore per esplorarlo. Chi osserva la fotografia è costretto a muoversi intorno alla “installazione” così composta, percorrendo lo spazio e il tempo come farebbe nella realtà, se volesse vedere il soggetto da entrambi le prospettive, subendo così nuove sensazioni di spazialità rispetto alla singola immagine. Non più, quindi, foto attaccate al muro, ma installazioni immerse in uno spazio tridimensionale, dove lo sfondo di una fotografia non sarà più fisso o, come spesso succede, falso, ma parte integrante di una visione totale del soggetto esaminato.

FoTotempismo

di Enzo Trifolelli

A noi sembra tutto immobile, ma tutto si muove: l’universo, la nostra Terra, anche le pietre che a noi sembrano statiche. Tutte queste cose in movimento, vengono normalmente rappresentate con immagini che fissano un istante del tempo e dello spazio e non il suo evolversi. Le grandi rivoluzione culturali dei primi del 900, come il Futurismo , il Fotodinamismo e il Cubismo, hanno posto fine a questa limitazione, introducendo il concetto del trascorrere del tempo nello spazio delle immagini, spazio di ripresa che comunque è rimasto fisso nelle sue prospettive.

Il progredire di queste idee ha portato a rappresentare il soggetto raffigurandolo nel tempo e con leggere variazioni dello spazio di ripresa.

Ciò mi ha spinto a rappresentare il soggetto con una forte componete di variazione dello spazio nel trascorrere del tempo. Quindi in seguito a ricerche in merito allo Spazio-Tempo, ho formulato un concetto che ho denominato FoTotempismo. Questo Concetto ha lo scopo di esplorare figurativamente lo spazio del soggetto e quello intorno ad esso, quindi io , autore, mi muovo nel tempo esplorando lo spazio intorno al soggetto in modo fluido con accelerazioni e soste per rappresentare veramente la tridimensionalità dello stesso con tutte le energie in campo sia mie che del soggetto e non segmenti di spazio.

Il FoTodinamismo, ha permesso la creazione delle immagini di questa mostra, in cui soggetti normalmente immobili, come le storiche statue, sembrano prendere vita come se percorressero uno spazio nel tempo come quarta dimensione cioè lo Spazio-Tempo. La differenza tra una normale ripresa e quella eseguita in FoTotempismo è ben visibile nella mostra, dove ad ogni immagine è confrontata con un istantanea della statua originale. Le statue, in FoTotempismo, sembrano rivivere, muoversi vedersi, incontrarsi e staccarsi quindi da quella immobilità che, per secoli, le ha costrette nella stessa posizione. Il percorso eseguito nello spazio-tempo lascia un segno irripetibile che rende unica ciascuna opera.