I TRIBUNI DELL’ATEISMO

di Maurizio Liverani

L’agonia, o la fine?, delle ideologie lascia molto spazio ai teorici dell’ateismo, personaggi oggi assai di moda. Organizzano convegni e incontri dove fanno conoscere le loro infallibili intuizioni in cambio di regolari parcelle. Chi li strumentalizza li fa viaggiare in pompa magna. In questi giorni questo tipo di teorico reclama una grande quantità di comprensione e di credito; è animato da una persistente megalomania infantile, negando tutto ciò che è soprannaturale. Ha trasferito la sua sete di palingenesi rivoluzionaria nella religione. Lo stato di guerra contro la fede è permanente; se trasferita nella realtà farebbe saltare un continente. I fedeli si guardano bene nell’accettare le sue condanne; restano stupiti, non capiscono. Il credente è tale in quanto accetta valori collaudati che ripudiano l’ateismo. Il credente o il fedele illuminato danno, però, ascolto a Baudelaire il quale aggiungeva alla “Dichiarazione dei diritti dell’uomo” anche la libertà di contraddirsi o di cambiare idea. Il teorico dell’ateismo si rifà alla “Tentazione di esistere” in cui Emil Cioran dice a proposito di Dio: “finora gli abbiamo accordato le nostre virtù, non osavamo attribuirgli i nostri vizi. Umanizzato, finisce con l’assomigliarci; nessuno dei nostri difetti gli è estraneo”. Il Vaticano definisce questo atteggiamento “relativismo” in contrasto con “dogmatismo”. Il teorico dell’ateismo, in base a questo ragionamento, sarebbe un mistico del nulla. La fede è lontana da coinvolgere un dogma con al politica che, come tutti ripetono, è l’arte del possibile. E’ modernizzazione. Ma questa modernizzazione del cielo segna la sua fine -come afferma ancora Cioran. Il teorico dell’ateismo invita il fedele a non venerare un dio evoluto, che sarebbe un’anomalia senza attrattive. C’è il sospetto che questo ateismo propagandato possa rinfocolare l’ardore anticattolico dei musulmani ed essere pericoloso. Dietro questo garbuglio tra le due fedi c’è un clima psicologico teso. Andrebbe ricordato a chi non vuol cadere in questa trappola che il conflitto tra ortodossia ed eresia non pare più insensato di quello cui ci hanno abituato le ideologie moderne. In ambedue i conflitti tutto ruota intorno all’inverificabile.  Viviamo in un mondo che ha messo l’umanità nel calderone dello scetticismo. In un Paese dove politici e cattolici hanno fatto venir meno la coerenza. Pur di spacciarsi per rinnovatori, intellettuali e non si lasciano accalappiare servilmente andando a sbattere nel nulla. Credere o non credere è un fatto privato.

Maurizio Liverani