LA SPERANZA? E’ NEL SOLCO DI PESCA

di Maurizio Liverani

Alla insistente ricerca dello scandalo per attrarre lettori sempre più annoiati da fatti clamorosi, il tumulto moralistico sorto intorno alla Chiesa è visto dai credenti intelligenti come un fortunato istante. Pochi sono sfiorati dal sospetto che questo clamore possa essere prodotto dalla stessa centrale del cattolicesimo. Ci sono molti edotti sulla storia della Chiesa a sostenere che da questo, chiamiamolo indulgentemente, “deviamento morale” nasce il tentativo di rimonta della cristianità. Con quell’aria smunta, rimproverando cardinali e mobilitando la giustizia vaticana, papa Francesco ha una visione esagitata e soverchiante del proprio genio religioso; è, ma non lo dice, il cavallo di razza della Bibbia. Ci sono da secoli delle diverse bugie da rispettare che hanno permesso agli imperi di martirizzare e abbruttire credenti. La religione cattolica ha preso piede nel mondo quando ha abbandonato la strada dell’indeterminatezza favorendo la secrezione accelerata del peccato. E’ stato questo il momento in cui i cristiani hanno trovato la loro bussola cattolica. Sembrerà irriverente, ma dobbiamo riconoscere che l’anima viene dopo il corpo. Nel corpo non ci sono né moralità né immoralità. La Chiesa non può condannarlo per sorvegliarlo. Per servire meglio il peccato, i grandi artisti hanno immortalato il fondoschiena, sia maschile che femminile, come un “solco di pesca” succoso e allettante. E’ stata questa la trovata per svegliare un popolo poco sveglio; con la tavolozza e lo scalpello hanno dato vita a figure in cui lottano sentimenti contrastanti. E’ nata così la morale, pienamente sottomessa al dogma del soprannaturale. Grazie alla carnalità, il cattolicesimo è diventato il concentrato di riti religiosi. Montesquieu diceva: “Non trasmettono ai propri figli intelligenza, ma le loro passioni”. Per avere prestigio su questa umanità si infliggono i dolori fino a minacciare il fuoco divino. Il pudore è così riassunto da uno scrittore inglese, pari e milionario: “Non bisogna mai osare incrociare le gambe davanti al proprio caminetto per timore di essere volgare”. Non un italiano su dieci concepisce che si possa peccare anche soltanto con la mente; se lo fa è perché lo alletta la “punizione”, musica di sottofondo della fede. Il fondoschiena è l’aspetto, per tanti fedeli, sotto il quale più chiaramente si manifesta lo spirito religioso. In alcune chiese ha l’eloquenza del pulpito; il vivido balenio delle natiche dipinte o scolpite non indulge al peccato, ma sussurra il brulichio dell’eternità. Papa Francesco, per aver evidenziato questi aspetti della Chiesa, è criticato aspramente. Per tenerci allenati con il sospetto abbiamo riletto il proclama della “Confraternita italiana dei neo guelfi”: “Noi lotteremo – affermano – con coraggio e con fermezza per la restaurazione del potere temporale dei Papi. Lo Stato laico deve essere una parentesi nella storia d’Italia”. Insomma, si invitano gli italiani a combattere gli ideali del Risorgimento. Abbiamo avuto una brutta visione: vuoi vedere che per arrivare a questo bel proposito ci si affida a un partito parafascista, capace di perseguire, violando le leggi dello Stato, la soppressione di ogni democrazia?

Maurizio Liverani