…L’UOMO GIUSTO PER TRUMP

di MAURIZIO LIVERANI

Il fascismo è l’argomento del giorno. Questo accade tutte le volte in cui in politica ci si “tonifica” con il nulla. Chi è additato fascista di solito è un umorista di buona razza che si delizia come un sadico che scopre di non essere un masochista. Ormai si può dire di tutto contro una persona che non ci è simpatica. “Cannibale” non provoca sdegno, ne provoca di più “pacifista”. Gli italiani, dopo aver assaporato per secoli ogni tipo di offesa, sono convinti che chi ha le redini del potere si serva di insulti e di minacce come principi di futilità. Sono troppo abituati ad avere al vertice delle nullità. Non si offendono, al massimo arrivano a toccarsi le zone private; non si sa mai. E’ un popolo, il nostro, convinto che i principi delle varie ideologie sono più stupidi che menzogneri; quelli del post-fascismo più menzogneri che stupidi, e infine più disonesti. Purtuttavia qualcosa sta succedendo. Non è difficile comprendere l’allarme e l’impazienza della “trimurti” al governo presa quotidianamente in giro da coloro che si illudeva di aver conquistato con le sue idee (quali?). Perché Donald Trump invita Giuseppe Conte, gli fa gran feste, lo sbaciucchia come il preferito? Per farla breve, gli si attacca come alla sua “favorita”. E’ Conte, per Trump, l’uomo giusto per sabotare l’Unione europea. Nella frangia capitanata dal nostro premier vede un partito filoamericano e antieuropeista. Per Trump, Conte è la “quinta colonna” del suo partito, ostile all’UE, capace di far saltare anche il governo italiano e tornare ai rimpianti schiamazzi. In cambio, Trump fa intendere che arricchirà la nostra industria, azione astuta cui lavora da quando è stato deluso da Macron che, dentro quell’apparente sciccheria mondana, cova il vecchio e rozzo nazionalismo francese e il vecchio tranello, cui l’Italia è sempre “entusiasticamente” caduta, con la solita formula: difesa delle libertà e dei principi di veri democratici. Contro l’orientamento di Conte ci sono due varianti intransigenti; per meglio pascolare nei campi dell’estremismo Salvini proletarizza l’abito, mentre il dandy Di Maio, per contrasto, si addobba fino a essere soprannominato il “pervestito”. Il terribilismo degli ex comunisti ha il carattere di una nenia moscia; sono lontani i tempi delle maniere rudi, villose e arroganti. La violenza politica è scomparsa. E’ trattata come tale per questioni di quartiere, di urti tra gli abitanti di un palazzone. La strategia antiurto, quasi inaspettatamente, potrebbe passare in mano al “trumpista” Conte, ma con un piglio pietoso. Non è più di moda essere “passionali”. Insomma, si delineano nuovi orientamenti; il fine, con o senza sconquassi, è il ritorno all’antica Europa. Anche chi adotta strategie sotto tono inneggia sempre alla libertà dei popoli. L’Unione europea è come se non si portasse più. L’approdo mentale cerca le vie più astute per raggiungere questo scopo. Si prevede che il pasticciaccio brutto dell’UE torni a sonnecchiare.

MAURIZIO LIVERANI