NUOVE STRATEGIE SUL FRONTE AMERICA-CUBA

di Barbara Soffici

E’ morto, a novanta anni, il Lider Maximo, colui che è riuscito per mezzo secolo a rimanere al potere con una dittatura (la più lunga di tutti i tempi), che ha tenuto testa a ben undici Presidenti Americani. Si chiude con la morte di Fidel Castro un importante capitolo della politica del ‘900 e della storia contemporanea. Ora la comunità internazionale, divisa tra giudizi negativi di “leader brutale” e manipolatore “che ha oppresso il suo popolo” (Trump) e quelli positivi di “rivoluzionario”, carismatico e moralista, “esempio per il mondo” (Putin), è chiaramente destabilizzata dai molti interrogativi legati all’incertezza sul futuro dell’isola, ultimo avamposto comunista, simbolo di quella Guerra Fredda terminata ormai da tempo. Se da un lato non si può fare a meno di riconoscere il fallimento storico della costruzione di un Paese che non solo non ha mai conosciuto la libertà, ma è l’emblema di una povertà diffusa contrapposta al privilegio di una élite, di una economia bloccata, a bassa, bassissima produttività, dove i lavoratori non hanno garanzie, dall’altro non si può negare che la morte di Castro può essere un’importante opportunità di svolta nei rapporti tra Cuba e Usa, in termini assai differenti dall’apertura concessa due anni fa, con il ripristino dei collegamenti diplomatici e di quelli commerciali aereo-navali. E’ assai probabile infatti che vengano presto superate definitivamente, per ragioni puramente economiche, non solo le contrapposizioni politiche-strategiche, ma anche quegli arbitrati internazionali che hanno inteso risarcire gli esuli cubani per le violenze e la perdita dei beni subite per mano del regime. Trump ha più volte criticato i “pessimi negoziati” di Obama con Cuba, che oggi minaccia di revocare; domani potrebbe, invece, superare, pragmaticamente, le sue posizioni “intransigenti” e abbracciare le aspettative della comunità imprenditoriale (americana e internazionale) che intende aprire al libero mercato l’isola con un “programma pluriennale di transizione gestito dalla Banca Mondiale”, per “offrire” ai cubani un futuro, una “alternativa vera”.

Barbara Soffici