POLITICA E ANTIPOLITICA: INSUFFICIENTI

 di Barbara Soffici

Quasi nove milioni di elettori domenica sono stati chiamati ad esprimere il proprio voto amministrativo. In un periodo di nuovi equilibri, di trasformismi e di accordi, più o meno trasparenti, gli italiani hanno scelto di premiare alle urne le coalizioni di centrosinistra e di centrodestra, che hanno avuto la meglio su il Movimento 5Stelle, profilando, forse, il ritorno al bipolarismo. Arrivare al ballottaggio nelle più importanti città senza i grillini permetterà, forse, ai due schieramenti di recuperare consensi e di riprendere il dialogo e il confronto sulla legge elettorale; naufragata anche se gli interlocutori erano solo quattro, Pd, Fi, Lega e M5S.  L’appuntamento ha registrato anche una ulteriore diminuzione dell’affluenza, peraltro prevista. Segno che gli italiani sono sempre più insofferenti sia alla politica che all’antipolitica. Il mancato accordo sulla legge elettorale ha risollevato il dubbio sulla autoreferenzialità del Parlamento e dei politici in genere, che spesso producono programmi senza corrispondenza con la realtà della società civile, lontani dalle aspettative dei cittadini. Il popolo italiano, di fronte all’ennesimo fallimento, probabilmente si è chiesto: se non riescono a varare una legge elettorale, come pensano di migliorare il governo del Paese?  Per evitare un confronto diretto con l’elettorato si è cercato di non esporre i leader delle forze politiche; si sono mimetizzati i partiti dietro le liste civiche (quasi tre quarti delle liste elettorali). Così, in ambito amministrativo, le responsabilità saranno ascrivibili solo agli eletti e non a un “simbolo”, senza pericolose ripercussioni a livello politico. Ormai è certo che il Governo Gentiloni si protrarrà fino al 2018, quasi “per inerzia”.  Tutte le forze politiche si stanno già preparando al ben più importante test politico, che rinnoverà il Parlamento.  Appuntamento che potrebbe decretare o il superamento delle divisioni interne e un rinnovato vigore dei partiti e delle alleanze, o decretare l’ormai insufficiente importanza della politica e dell’antipolitica nazionale, a vantaggio del sistema Ue.

Barbara Soffici