POTERE E PRESTIGIO

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

POTERE E PRESTIGIO

“Siamo talmente abituati a vivere nell’attesa, a puntare sul futuro o sul simulacro di futuro che abbiamo concepito l’idea di immortalità solo per un bisogno di aspettare per tutta l’eternità”. Questo afferma Emil Cioran nella sua raccolta di aforismi “L’inconveniente di essere nati”.

Prendiamo il toro per le corna e chiediamoci, davanti al marasma politico che è sotto gli occhi di tutti, cosa sta avvenendo. I partiti tradizionali sono diventati come un collo di bottiglia che strangola il funzionamento della vita sociale. L’italiano ha scoperto qualcosa di essenziale per la propria esistenza. Cioè questo: i partiti che ci governano hanno esaurito la propria forma di potere. E’ mancata al momento decisivo la funzione costituzionale del capo dello Stato e l’egoismo dei partiti rifulge in pieno con il trasformismo di massa.

La sinistra non è stata mai così a rimorchio dei “padroni del vapore”. Il macchinista del vapore non è il piccolo imprenditore né il lavoratore ma i grandi industriali. Un gruppo riconoscibile che, oltre ai finanziamenti, offre come “gendarme” la propria stampa.

L’italiano è sempre stato storicamente incapace di dissentire. Si accontenta che si esaltino i principi scambiando l’esaltazione con la sublimità degli stessi. Esattamente come durante il ventennio fascista e come durante l’ottocento borbonico.

Da acuto psicologo, Palmiro Togliatti aveva capito che la povertà è un fatto sovversivo ed era riuscito a instillare nell’alta borghesia la persuasione che il “non plus ultra” dello snob fosse professare idee di sinistra.

I ducetti attuali della sinistra sono pigmei; nel migliore dei casi arrivisti vanitosi. A forza di tirare la corda dello snobismo anche un ultra miliardario come Paul Getty aveva avvertito il bisogno della vergogna della sua ricchezza con l’esaltante superiorità di essere arrestato nel corso di una gazzarra contro un congresso del Movimento sociale.

Le grandi ideologie hanno, com’è noto, fatto il loro tempo. Al loro posto, come dimostra il filosofo André Glucksmann, si è installata la stupidità che, come nel campo televisivo, si caratterizza nel non confessare mai di essersi sbagliati. La destra, di fronte all’opportunismo della sinistra, corre il rischio di restare fuori dal giro. I comunisti sono sempre disposti a dare al qualifica di genio a chi li risparmia. 
 
MAURIZIO LIVERANI