RENZI SCAGLIA DARDI IN VISTA DELLE ELEZIONI

di Barbara Soffici

“Non possiamo stare dalla parte dei presunti salotti buoni della finanza. Noi stiamo con i risparmiatori”, ha dichiarato Matteo Renzi. Con questo ultimo attacco a Bankitalia il segretario del Pd ha messo nuovamente all’angolo sia il premier Gentiloni che il Colle. La riconferma di Ignazio Visco a governatore di Bankitalia e l’adeguatezza della Vigilanza a svolgere il proprio compito sono, da giorni, al centro delle polemiche. La mozione parlamentare del Pd, alla vigilia dei lavori nella Commissione banche, ha reso manifesto il conflitto d’interessi all’interno dei democrat e in particolare tra Gentiloni e Renzi. Il premier, in perfetta intesa con Mario Draghi, con la Bce e le istituzioni finanziarie europee, ha puntualizzato che “Palazzo Chigi tutelerà l’autonomia  di Bankitalia” dalla politica; ha preso apertamente posizione a favore  dell’istituto e del suo governatore. Renzi invece, sostenendo che Gentiloni “sapeva della mozione contro Visco”, sta cercando di condizionare il governo e l’opinione pubblica. Il “caso” è stato sollevato perché  “le cose non sono andate come dovevano”, perché Bankitalia ha svolto male la sua funzione di controllo. Viene però il sospetto che si voglia affossare Visco e la Vigilanza solo a fini elettorali, e magari anche per rendere meno colpevoli i direttivi delle banche coinvolte nel crack finanziario. Se Visco è infatti indicato come il massimo responsabile della crisi delle banche e se esiste un difetto di vigilanza, allora il fallimento di Banca Etruria non è più imputabile al padre della sottosegretaria (renziana!) Maria Elena Boschi; la quale, guarda caso, ha lavorato alla mozione all’insaputa (così si è detto) del premier Gentiloni. Il fatto che l’intero Parlamento si sia schierato contro la nomina di Visco sta creando non pochi problemi, non solo sul piano internazionale, dove il prestigio della nostra banca centrale appare sempre più appannato, ma soprattutto sul piano nazionale per quanto concerne il “consenso” nel Paese. Ora se Gentiloni confermasse Visco a governatore di Bankitalia, diverrebbe, agli occhi di molti italiani, il premier che difende gli interessi dei poteri forti, dell’establishment e delle banche. Mentre Renzi giocherebbe di nuovo la sua corsa alle elezioni nel ruolo di “rottamatore”, dell’uomo “nuovo” contro il sistema, a favore del popolo e dei “risparmiatori”. Sul piano della strategia non c’è che dire: la mossa di Renzi ha permesso il recupero di un buon  2% di consensi e  la messa all’angolo di un rivale che forse Matteo teme più di quello che vuole dimostrare…  Gentiloni, per il momento, temporeggia; dovrà prendere però una decisione entro venerdì, sempre con l’obiettivo di garantire l’autonomia e l’indipendenza di  Bankitalia… Nel frattempo Ignazio Visco si prepara per la Giornata Mondiale del risparmio: probabilmente interverrà per ribadire lo stretto rapporto tra stabilità finanziaria e la tutela del risparmio e sottolineare l’importanza dell’educazione finanziaria e quanto è stato fatto finora per tutelare i risparmiatori. Perché la vigilanza  “non si sostituisce al cliente” nelle scelte; “minimizza, ma non annulla la possibilità che una banca entri in crisi”…

Barbara Soffici