RILETTURA E OPEN CALL PER LA “MADONNA DI FOLIGNO”

RILETTURA E OPEN CALL PER LA “MADONNA DI FOLIGNO”

Il Cinquecentenario dalla morte di Raffaello Sanzio è un pretesto perfetto per sollecitare l’arte contemporanea a temi e canoni estetici che sembrano oggi così distanti.

Raffaello realizzò la “Madonna di Foligno nel 1511-12 come pala d’altare per Santa Maria in Aracoeli a Roma. Questa fu poi custodita presso la Chiesa di Sant’Anna a Foligno tra il 1565 e il 1797 prima di essere trafugata dai Francesi. La “Madonna di Folignosi presenta senz’altro come un’opera ricca di misteri irrisolti, che ai nostri occhi finiscono per accrescere il suo fascino indiscusso.

Il Comune di Foligno, nella persona dell’Assessore Avv. Decio Barili, della Dirigente Avv. Ilenia Filippetti e del Direttore di Palazzo Trinci, Arch. Roberto Silvestri, conferma l’imprescindibile necessità del dialogo con la scena artistica attuale e affida dunque alla storica dell’arte e curatrice Marta Silvi due eventi dedicati al linguaggio Contemporaneo:

– Il primo progetto è l’invito all’artista Nicola Samorì, già autore del palio della Giostra della Quintana 2016 (“Ostinazione del nodo”, 2016, olio su lino, 200 x 100 cm), chiamato a rileggere e a reinterpretare l’opera raffaellesca “La Madonna di Foligno.

Fine esecutore di soggetti di repertorio (da opere rinascimentali, fiamminghe, barocche a tardo ottocentesche), l’artista si confronta costantemente con l’iconografia di epoche storiche differenti selezionando e riproducendo contenuti isolati con altrettanta abilità linguistica, per sabotarne poi la pellicola pittorica, incidendola, slabbrandola, bruciandola, trans-figurandola, lasciando emergere la carne viva della pittura stessa.

Ampiamente riconosciuto in Italia e all’estero nonché ospitato in diverse collezioni e istituzioni museali, il lavoro di Samorì sottende un omaggio, una rottura e un superamento del concetto di pittura a noi conosciuto. Ogni opera si nutre del sacrificio della sua precedente forma compiuta.

A Foligno l’artista presenterà un progetto speciale dal titolo “Dei Santi e del Fuoco” espressamente concepito e realizzato per questa occasione che verrà presentato appena le condizioni della pandemia lo permetteranno in un opening successivo, come un’ulteriore tappa all’interno della mostra “La Madonna di Foligno: la fortuna di un modello” presso il Museo di Palazzo Trinci, che andrà a completare la mostra in corso, creando in essa una “visione” ulteriore, laterale e asincrona.

Nato a Forlì nel 1977, Nicola Samorì vive e lavora a Bagnacavallo (Ra). Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna dove si è diplomato nel 2004. Tra le mostre più importanti: Imaginifragus, Christian Ehrentraut Gallery di Berlino (2011); The Venerable Abject, Ana Cristea Gallery di New York (2012); Fegefeuer, Kunsthalle di Tubingen (2012); Die Verwinding, Galleria Emilio Mazzoli di Modena (2013); Guarigione dell’Ossesso, Christian Ehrentraut Gallery (2013). Nel 2014 partecipa a mostre personali e collettive: allo Schauwerk di Sindelfingen, al MAC di Lissone, alla Kunsthalle di Kiel e al TRAFO Museum di Szczecin. Nel 2015 l’artista è selezionato per rappresentare l’Italia alla 56° edizione della Biennale di Venezia; lo stesso anno partecipa a Gare du Nord presso il Teatro Anatomico di Amsterdam e a Gare du Sud presso il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio di Bologna.

Nel 2016, dopo il progetto personale alla Galleria Monitor di Roma, presenta un solo show presso la Galerie EIGEN+ART nella sua sede di Lipsia, è invitato alla 16a Quadriennale d’Arte ‘Altri tempi, altri miti’, Palazzo delle Esposizioni, Roma e partecipa alla mostra e al talk a cura di Marta Silvi presso il CIAC, Centro Italiano Arte Contemporanea, Foligno. Tra le personali più recenti: MadreMacchia, Neue Galerie, Gladbeck, La candela per far luce deve consumarsi, Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro (2017), IscariotesMatteo Fato/Nicola Samorì, Casa Testori, Milano, Malafonte, Galerie EIGEN+ART, Berlino (2018), Ascoltare Bellezza, Biblioteca Classense, Ravenna, (2019). A fine 2019 tiene la personale Cannibal Trail, presso il Yu-Hsiu Museum of Art, Cantou (Taiwan), la prima in Asia; a inizio 2020 allestisce a Napoli, presso la Fondazione Made in Cloister e il Museo Archeologico, il progetto Black Square e in settembre con la mostra personale In abisso torna nella sede berlinese della Galerie EIGEN+ART. A novembre scorso inaugura una personale presso il Museo Mart di Rovereto a cura di Denis Isaia.

Il secondo progetto che fa parte della sezione contemporanea è invece una Open call lanciata a fine ottobre: “La Madonna di Foligno, il meteorite e il punctum. Come rileggere un capolavoro”. Essa è frutto della collaborazione tra il Comune di Foligno e la Diocesi di Foligno – Museo Capitolare Diocesano. Aperta a differenti media e linguaggi, essa è rivolta ad artisti che, senza limite di età, sappiano confrontarsi con il tema centrale del capolavoro raffaellesco. Chiusa lunedì 21 dicembre scorso, l’open call, ha raccolto la partecipazione di oltre cento candidature di artisti e collettivi. Una commissione interna decreterà i 10 finalisti che saranno invitati a esporre le loro opere presso il Museo Capitolare Diocesano appena le condizioni della pandemia lo permetteranno. I nomi verranno resi noti l’8 gennaio 2021.

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