RINASCITA SIA ! …PURCHE’ CORROTTA

di MAURIZIO LIVERANI

Nel “Sommario di decomposizione” Emil Cioran dedica un capitoletto alla difesa della corruzione. Dice: “I disastri delle epoche corrotte sono meno gravi dei flagelli causati dalle epoche di fanatismo; il fango è più piacevole del sangue; e c’è più dolcezza nel vizio che nella virtù, più umanità nella depravazione che nel rigorismo… Gli opportunisti hanno salvato i popoli; gli eroi li hanno rovinati”. Per noi italiani tutto ciò non è una rivelazione perché nella difesa della corruzione siamo maestri sin dalla proclamazione dell’Unità d’Italia. Non è un buon insegnamento; è il trionfo del cinismo questo sentirsi contemporaneamente, magari a giorni alterni, virtuosi e corrotti. Perché gettare fango su chi, dissanguando le casse dello Stato, ha voluto costruire l’aeroporto di Fiumicino su di una palude? Perché invocare l’apocalisse contro chi, nell’immediato dopoguerra, ha prodotto il “sacco di Roma” di cui ancora oggi ne paghiamo le conseguenze? Perché costruire periferie così desolanti? Si può sperare in un avvenire migliore in quartieri dove sono stipati e nutriti rissosi migranti? In pochi anni l’edilizia della Capitale si è posta al servizio della nostra tristezza. I residenti hanno preso i connotati della città. Dopo i fatti di Tor Sapienza, il Comune, allora retto da Ignazio Marino, è diventato un groviglio di serpenti. E’ passato poco tempo da quando l’ex sindaco era strombazzato come un successo. E’ destino che la Capitale non riesca mai a porre al vertice una personalità capace. Virginia Raggi si arrampica sulle ascisse e sulle ordinate per dimostrare che la sua politica dalla tattica sta per arrivare alla vetta della strategia. Secondo Cioran, sta per arrivare, grazie alla corruzione passata e presente, alla vetta di una nuova, in apparenza, strategia. Per anni tutti hanno visto che i progetti dei vari sindaci somigliano alla creazione di baracchini di bibite più che alla fondazione di sane amministrazione di lungo raggio. La sindaca è prigioniera del sogno della rinascita della Roma “Caput mundi” e non si è lasciata espugnare dai gravi e urgenti problemi della città. Ricordate la frase “Capitale corrotta nazione infetta”? Nel succedersi delle varie forze politiche al comando della Roma immortale, tutti i partiti, accanto al vertice proclamato virtuoso, hanno preteso e ottenuto la convivenza con pattuglie di corrotti che potessero rinfocolare il forcaiolismo moralista. E’ questo il motivo che mette Luigi Di Maio nel drappello dei nemici delle grandi opere, mentre Matteo Salvini propone una Capitale imperiale. Segno che Cioran si è installato, con la sua visione apocalittica, a Roma. I due, che dovrebbero governare e non sgovernare, hanno soltanto il compito di proseguire lo scontro tra chi è per il grande rinnovamento e chi è per il no, sempre in nome della “difesa della corruzione”. Con un po’ di autoironia, Di Maio e Salvini dovrebbero aggiungere alle loro declamate iniziative questo proposito: “proseguiamo l’opera iniziata dal sindaco Rebecchini in poi”. Il Vaticano sembra stia a guardare; umanizzata, la religione finisce per essere complice dei nostri difetti. La decomposizione della vita nella Città eterna, occupata da una comunità di nauseati, fa risuonare i principi della moralizzazione come “cocco fresco”.

MAURIZIO LIVERANI