RUDY CHERNICOF: UN ARGENTINO A ROMA

Non sempre, sfortunatamente, si può accedere alla cultura e all’arte argentina, soprattutto nel campo dello spettacolo dove le programmazioni restano spesso limitate al territorio.

Ai problemi di diffusione si aggiunge l’inconveniente della lingua, soprattutto quando gli spettacoli non sono musicali.

È stata una buona occasione, invece, quella che l’Ambasciata Argentina a Roma ha offerto a un numeroso pubblico presso la sua Casa Argentina di Via Veneto lo scorso venerdì 23 giugno 2017: un incontro dedicato all’attore argentino Rudy Chernicof intitolato “L’umore della terra del Papa”. Applauditissimo il suo recital che ha compreso, oltre a momenti recitativi, anche il suo canto accompagnato da una sua esibizione al piano.

Rudy ha avuto la gentilezza di ospitare sul palco Irma Rizzuti che ha cantato La Bohème di Aznavour. Silvio Benedetto, alla fine dell’incontro, ci ha detto: …“L’interpretazione de La Bohème è stata magnifica certo dal punto di vista professionale ma soprattutto di grande intensità emotiva, con una rara teatralità espressivaIrma Rizzuti è riuscita a fare suo l’intenso brano musicale.

Applauditissimo anche domenica 25 giugno 2017, Rudy, ospite di Silvia Lotti Presidente de “La via del mare” in occasione dello spettacolo presentato dal Teatro negli Appartamenti di Silvio Benedetto a Roma (particolare forma di teatro, questa di Benedetto, anche lui argentino, che quest’anno festeggia ben 60 anni di attività e che attualmente a Roma sta proponendo “Storie di amore e morte (Il Re e il Buffone)”: l’attore argentino Chernicof, alla fine dello spettacolo di Benedetto, ha offerto al pubblico presente un generoso saggio della sua arte, invitando i presenti alla replica del suo recital presso la Casa Argentina, replica che si terrà martedì 4 luglio alle ore 19,00.

Rudy ha entusiasmato per la sua brillantezza e per la comicità attoriale, esibendo le sue doti nell’uso della parola, della mimica, nonché dei calibrati silenzi.

I testi da lui utilizzati, tratti alcuni da scrittori ben noti come Fontanarossa, altri dalla tradizione popolare e altri ancora di sua propria invenzione, hanno sapientemente alternato ai momenti di sana allegria altri di ironia pungente sulla realtà sociale. E, a proposito di quest’ultima, Silvia Lotti ci dice: …“È certo che la lingua è stata una difficoltà per la diffusione dello spettacolo argentino, motivo per il quale molti artisti argentini hanno attuato, al di fuori del loro Paese, prevalentemente in America Latina o in Spagna. È degna di plauso la scelta di Rudy di aver preparato uno spettacolo per Roma quasi interamente in italiano, così come in Francia ha attuato in francese: non certo per semplice adattamento, ma soprattutto per un bisogno interiore di fantasia creativa e di comunicatività. Così come faceva la brava Caterina Valente cantando in diverse lingue. La sua interpretazione di alta satira sociale, in italiano, di “Siglo XX Cambalache” di Discepolo, è stata un esempio della positività della sua scelta”.

Un altro intenso momento di poesia e fantasia è stato quando l’attore argentino ha interpretato “Balada para un loco” di Ferrer con musica di Piazzolla.

Il sodalizio tra “La via del mare” e il “Teatro negli appartamenti” si verifica una volta ancora attivo e progettuale negli scambi artistico-culturali tra l’Argentina e l’Italia.