SCUOLA DEL PATRIMONIO: INIZIATE LE ATTIVITA’

Si è svolto oggi, presso la Sala della Crociera al MIBAC, il primo appuntamento del ciclo di Classi Aperte promosso nell’ambito del Corso Scuola del Patrimonio 2018-2020, organizzato dalla Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali. Dopo un’introduzione alle ore 10.00 di Carla Di Francesco, Direttore della Fondazione, e di Carla Barbati, membro del Consiglio Scientifico della Fondazione e Presidente del CUN Consiglio Universitario Nazionale, alle ore 10.30 il giurista e costituzionalista Michele Ainis affronterà l’Articolo 9 della Costituzione Italiana, che così recita: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Come anche i successivi appuntamenti del ciclo di Classi Aperte – che vedranno la presenza, tra gli altri, di Silvia Costa, Salvatore Settis, Fabrizio Barca, Francesco Bandarin – sarà questa l’occasione per affrontare un tema di particolare rilevanza, che la Fondazione ha il piacere di condividere con una platea di ospiti e addetti ai lavori, oltre che con i partecipanti del Corso Scuola del Patrimonio 2018-2020.

La Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali sperimenta una formazione finalizzata a costruire una comune cultura della responsabilità direttiva di chi opera nel settore del patrimonio culturale. A tal fine, il programma del Corso Scuola del Patrimonio prevede una decisa integrazione fra competenze tradizionali, competenze innovative legate ai mutamenti in atto nelle società contemporanee e negli specifici settori di riferimento, competenze trasversali come la gestione e amministrazione della tutela, della ricerca e della valorizzazione del patrimonio culturale. La Fondazione agisce nella convinzione che solo sul nucleo solido delle conoscenze tecnico-scientifiche, acquisito grazie alla formazione universitaria di livello avanzato (Scuola di Specializzazione o Dottorato di Ricerca), possano innestarsi sia saperi ulteriori provenienti da discipline e ambiti diversi, sia la trasmissione delle conoscenze maturate nel contesto concreto della ricerca, della tutela, dell’amministrazione, della gestione e della valorizzazione nel settore del patrimonio culturale.

Come sottolineato da Marco Cammelli, Presidente della Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali, “la Scuola si pone tre macro-obiettivi tra loro connessi: alta formazione, ricerca, diffusione di esperienze. Alla base dei vari Corsi attivati dalla Scuola o in attesa di attivazione (Corso Scuola del Patrimonio, International School of Cultural Heritage, Corsi di Formazione continua), c’è in particolare la necessità di portare l’offerta formativa oltre i tradizionali ambiti disciplinari, che certo sono il punto di partenza ma non quello di arrivo”. Due principi ispirano la Scuola: essere aperta a diverse discipline e a differenti orientamenti culturali e scientifici, e essere dotata di particolare autonomia. Opera infatti nell’area delle attribuzioni del Ministero dei beni e delle attività culturali, ma è gestita da una Fondazione di diritto privato cui potranno partecipare altri soggetti pubblici e privati. Carla Di Francesco, Direttore della Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali e già Segretario Generale MIBAC, durante il suo discorso di benvenuto agli studenti del Corso Scuola del Patrimonio, ha voluto porre l’accento sul “manifestarsi, in un momento di così importanti e rapidi mutamenti, di esigenze del tutto nuove nei contesti della gestione del patrimonio culturale, che comportano il bisogno di nuovi saperi e approcci trasversali, la sperimentazione di soluzioni, l’aggiornamento e l’integrazione delle competenze esistenti”.

SCHEDA ATTIVITA’

Il primo Corso Scuola del Patrimonio 2018-2020 è iniziato lunedì 1° ottobre 2018 alla significativa presenza di Stefano De Caro, già Direttore Generale ICCROM, che ha tenuto la lezione di apertura sul “La «nuova» Scuola del Patrimonio nel contesto delle esperienze internazionali”. Il Corso forma alle funzioni direttive nei seguenti ambiti: Gestione della Tutela del Patrimonio Culturale, Gestione di Musei e Poli museali, Data Management-Archivi, Data Management-Biblioteche, Sviluppo territoriale e Arte contemporanea. Il Corso, che prevede un impegno a tempo pieno, ha durata biennale ed è seguito da 18 allievi (scelti sulla base di 400 candidature). Pochi e brevi insegnamenti di base/teorici, impartiti anch’essi attraverso studi di caso, affiancano numerosi seminari ed esercitazioni, che permettono ai partecipanti sia di acquisire conoscenze e competenze sia di stabilire un contatto diretto con potenziali ambiti lavorativi. La internship della durata di un anno (presso uno dei nodi dell’amministrazione pubblica del patrimonio culturale o presso altri soggetti pubblici o privati) offre all’allievo la possibilità di condurre un progetto di ricerca (concordato con l’ente presso il quale si svolge il periodo di internship) entro un concreto contesto lavorativo e a contatto con operatori esperti.

Oltre a questo Corso, la Scuola concorre con Corsi di Formazione continua all’aggiornamento e alla ulteriore qualificazione degli esperti che già operano nell’ambito del patrimonio culturale e alla formazione iniziale di coloro che cominciano ad operarvi, in ambito pubblico, privato, statale e territoriale. Tali programmi di formazione continua e di formazione iniziale sono elaborati, anche su richiesta di enti e istituzioni, sulla base delle esigenze specifiche dei soggetti interessati e in ragione dei diversi gradi di esperienza nel settore.

La Scuola prevede inoltre l’avvio nel 2019 di un altro Corso, l’International School of Cultural Heritage, con cui intende diffondere al livello internazionale il modello formativo italiano, in termini di saperi tecnico-scientifici acquisiti a stretto contatto con il contesto concreto del patrimonio culturale e le preziose competenze che intorno ad essi si sono sviluppate nel nostro Paese. Questo Corso è rivolto a 20 giovani laureati stranieri in possesso di una buona preparazione universitaria, provenienti da Paesi di rilevante interesse per l’Italia con i quali il nostro Paese stabilisce intese bilaterali. Il Corso forma alle funzioni curatoriali nei seguenti ambiti: Restauro e conservazione (in collaborazione con ISCR, OPD, ICRCPAL), Archeologia, Storia dell’Arte, Archivi e biblioteche, Architettura e territori, Gestione dei Musei.

Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali

Sede legale: Via del Collegio Romano, 27 – 00186 ROMA
Sedi operative: Palazzo Venezia, Piazza di San Marco, 49 – 00186 ROMA | Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, viale Castro Pretorio, 105 – 00185 ROMA
Tel. +39.06.4989341 – Mail scuoladelpatrimonio@scuolabact.it – Web www.scuolapatrimonio.beniculturali.it

Organigramma

Presidente: Marco Cammelli

Direttore: Carla Di Francesco

Consiglio di Gestione: Marco Cammelli (presidente), Carla Di Francesco, Andrea Meloni

Consiglio Scientifico: Carla Di Francesco (presidente), Carla Barbati, Paolo Crisostomi, Andrea De Pasquale, Maurizio Ferraris, Andrea Giorgi, Christian Greco, Anna Marson, Vincenzo Trione

Collegio Revisori dei Conti: Paolo Palombelli (presidente), Lelio Fornabaio, Raffaella Pisegna

Coordinatore Generale: Marcello Minuti

Segretario Amministrativo: Flavia Masseti