PITTURA E LETTERATURA: SILVIO BENEDETTO A ROMA

PITTURA E LETTERATURA: SILVIO BENEDETTO A ROMA

Silvio Benedetto espone alla libreria Koob di Roma due suoi recenti dipinti di grande dimensione: “Sciascia” e “Pirandello”.

A disposizione anche il testo che Leonardo Sciascia ha scritto su Silvio Benedetto e sul suo grande olio su tela “Santa Teresa d’Avila” del 1972 in seguito andato distrutto nell’incendio dell’Hotel Palace Mondello di Palermo; lo scrittore di Racalmuto sottolinea la particolare “lettura pittorica” da parte dell’artista italo-argentino dell’opera berniniana, ossia del celebre gruppo marmoreo scolpito dal Bernini per la cappella Cornaro nella chiesa di Santa Maria della Vittoria: “Silvio Benedetto […] ha preferito invece, e giustamente, effettuare come uno spostamento del punto di vista: dalla Santa ai prelati-voyeurs. Sicchè la visione è diventata mimo, spettacolo, appunto come oggi l’erotismo […].”

Inoltre, nell’incontro con un attento pubblico, alle evocazioni e ai ricordi inediti che il maestro Benedetto ha raccontato sul suo rapporto con Leonardo Sciascia si sono uniti accurati interventi di Angelo Lauricella e commenti di Aldo Forbice: da un passato non troppo lontano l’arte pittorica di Benedetto e l’arte oratoria di quanti sono intervenuti hanno riportato nel nostro presente il noto scrittore di Racalmuto dall’importanza storico-letteraria condivisa.

Nella sua vasta traiettoria artistica Silvio Benedetto ha dedicato la maggior parte della sua creatività alla figura umana, al corpo, al volto: nel suo teatro, nella sua fotografia, nella sua pittura. Mentre anatomia, attitudine, movimento, trasfigurazione e metamorfosi percorrono i corpi, nei volti e negli sguardi, nei ritratti, Benedetto cerca incontro, dialogo, “vasi comunicanti”.

Il suo dialogo con l’espressione umana, la sua indagine psicologica, emergono dai numerosissimi suoi ritratti pittorici: realizzati dal vivo, tra i quali quelli di Renato Guttuso, Ciccio Busacca, Carlo Levi, Joan Baez, David Alfaro Siqueiros, Dacia Maraini, Rosa Balistreri, Manuel Serrat, Alvaro Yunque, Eugenio Montale… quelli di tanti suoi compagni di teatro come Massimo Verdastro, Gilberto Vitali, Alida Giardina, Olga Macaluso, Eliana Pizzichi, Silvia Lotti, Jörg Schaden, Walter Santa Ana, Carlos Valles… Altri ritratti realizzati da reperti iconografici, come Pier Paolo Pasolini, Leonardo da Vinci, Goya, Beckett, Paolo VI, Bertold Brecht, Papa Giovanni, Sartre, Pio XII, Che Guevara, Neruda, Emiliano Zapata, Picasso, Lumumba… Oltre, naturalmente, ai suoi ritratti familiari oggi in collezioni private.

Molti di essi sono stati esposti recentemente nel settecentesco Palazzo Bella di Campobello di Licata (Agrigento) dove, all’ingresso, ad accogliere i visitatori, tra i ritratti “classici” era l’olio su tela che raffigura il Dott. Cammarata, capostipite della famiglia che ha voluto quella mostra di Benedetto intitolata “L’arte del ritratto”.

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