SOLO LE DONNE CI SALVERANNO

di Maurizio Liverani

La cosa più desolante –scriveva sul ‘Dramma’ Ettore Paratore nel ’75- è che non esiste una cultura marxista, ma si tratta soltanto di una strumentalizzazione. L’ottanta per cento degli ideologhi di sinistra sono degli sfruttatori, dei profittatori della situazione”. E’ incredibile che molti intellettuali abbiano abboccato, dimentichi che i comunisti, in Italia, sono come vecchie biliose che pensano soltanto a se stessi e basta. I magistrati, nel contempo, sono la maggior fonte di orgoglio del partito del noto viticoltore Massimo D’Alema. E’ diventata tradizione vedere queste “teste d’uovo” motivo di esaltazione della gloria del partito; alla stessa stregua, nell’ottocento, erano i sepolcri per le glorie nazionali. I partiti di sinistra sono sempre stati la terra di bengodi per giudici e alti magistrati, anche per quelli che hanno la “statura” di Antonio di Pietro. Tra il partito e l’uomo di legge si è instaurato un rapporto come tra società protettrice di animali e i gatti randagi, tra l’esercito della salvezza e i cannibali della Papuasia. Nella famosa “intervista politico-filosofica” Lucio Coletti dimostra che il marxismo è stato tradito dallo stalinismo e che tutte le previsioni di Marx sono risultate fallaci. Incalzava, anni fa, Paratore: “La stessa contestazione giovanile del ’68 non fu altro che la reazione al comunismo in nome di un consumismo maggiore, in mancanza di cultura”. D’improvviso l’italiano, dopo aver sopportato a lungo tanti soprusi in nome di ideali inesistenti, hanno “canonizzato” tanti usurpatori di titoli e di poteri bocciandoli alle elezioni. Siamo all’ex voto, non al non voto. La sirena dell’impegno non ha mai affascinato, vi hanno abboccato alcuni untorelli del cinema e del teatro; e infatti non li troviamo più nelle liste elettorali dove prevalgono funzionari e burocrati di partito. Non è difficile immaginare il perché del “siluramento di massa” di uomini considerati, dai mass media, autorevoli. Con la cultura la sinistra ha sempre avuto un rapporto mercenario: come si fa a dire di no a chi di fa guadagnare? Improvvisamente si è assistito a un’inversione. Si torna a obbedire alla legge del mercato e l’elettore non predilige più gli scrittori politicizzati nell’area di sinistra; anche a destra sono seppelliti nell’idea del monolitismo editoriale. Lo strabismo politico dei giornali ha fatto il resto. Gli intellettuali cosiddetti di destra, dopo aver protestato, si sono arresi. Il dogma è apparso di colpo materia putrescente. Screditati dal ridicolo impegno, molti sono stati depennati dal partito con l’avvento di Matteo Renzi. Chi si pavoneggiava negli stati maggiori della politica è stato rinviato a casa. Un colpo di genio lo ha avuto chi ha posto a vessillo della coalizione di sinistra Maria Elena Boschi, toscana spedita a Bolzano, perché si “bruciasse”; l’incauto non conosce Bataille per il quale l’erotismo è l’affermazione della vita fin dentro la morte. Dopo il successo della Boschi, della Meloni, della Gelmini, la “terza via” potrebbe essere al femminile. Solo le donne sono fonti di coraggio.

Maurizio Liverani