STALIN? PRESTO SARA’ UNA TV-STAR

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

STALIN? PRESTO SARA’ UNA TV-STAR

Anni fa, al congresso al Palaeur del Pds, è stato ricordato con fierezza come, in Italia, in oltre cinquant’anni di egemonia comunista, un solo film libero, il mio (“Sai cosa faceva Stalin alle donne” del ’69), è filtrato attraverso le maglie della vigilanza rivoluzionaria. Il maestro Ennio Morricone, autore della “cantata in regalo al Pds”, a Barbara Palombelli, allora giornalista di “La Repubblica”, ricordò di “aver firmato la colonna sonora dell’unico film di destra prodotto nel dopoguerra. Aveva un titolo buffo che non si può dimenticare… Opera prima e utlima (in realtà ne ho fatto un altro “Il solco di pesca”, 1976, musicato dal maestro Usuelli) di un giornalista. Non ebbe molto successo…”. E come poteva averne? A Bologna, dove i comunisti sono in gran parte toccati dalla grazia dell’intelligenza, il film era al secondo posto degli incassi della “tornata “natalizia. Fu smontato, come denunciò un consigliere liberale della città, per intervento del sindaco di allora. A Roma rese bene sinché l’esercente – Amati – sotto “dittatura” fu costretto a rimuoverlo. L’azione fu condotta con piglio gerarchico da Antonello Trombadori in persona che bocciava o promuoveva i film secondo il loro orientamento politico. Il povero e simpatico esercente, in bel romanesco, scusandosi mi disse: “Ma non potevi fa un film western… proprio con quelli te la dovevi prenne…”. Il produttore Pietro Notarianni, noto comunista, cercò di farlo sequestrare. Non so ancora se il mio film sia di destra o no. Ennio Flaiano, nel “Frasario essenziale per passare inosservati in società” ne parla come un divertente saggio sul “divismo rivoluzionario”. E cita alcune battute: “Stalin era più che un eroe, era un uomo che sapeva vestire – Trotzkji amava l’eleganza e le uniformi, se ne fece disegnare una da Annekov, famoso sarto di Hollywood – Lenin viaggiava per la Russia in Rolls-Royce – Togliatti si circondava di collaboratori ben vestiti – Krusciov non sapeva vestire – Malenkov era grasso – La rivoluzione è il soviet più la pensione . Morale: La pensione è il soviet meno la rivoluzione. Tutto si riduce all’eleganza”. Giancarlo Vigorelli scrisse che nel film mi “prendevo gioco del fanatismo universale, del conformismo di ognuno e del servilismo di tutti”. Qualche tempo fa, a un festival di Venezia il maestro Morricone (che mentre componeva il motivo del film – motivo ripetuto tante altre volte, era preso da una gran tremarella all’idea dei “castighi” comunisti) mi disse: “Nel ’69 il tuo film era reazionario, oggi è attuale”. Il primo ad accorgersi della provocazione fu Pier Paolo Pasolini. Mi disse: “Te la faranno pagare”. E precisò: “La loro egemonia culturale confida nell’indifferenza generale della cosiddetta ‘destra-culturale’ che, con la sua ignavia, a questa egemonia dà un contributo decisivo”. Goffredo Parise si congratulò dello “scherzo” che avevo fatto agli snobisti del Pci.

MAURIZIO LIVERANI