STIMOLI OPPOSTI

di MAURIZIO LIVERANI 

Nel suo discorso il presidente della Repubblica si è avvolto in una malinconia leopardiana, come quando si ammette che uno spirito magno, se è lucido di mente, può ravvedersi. Questo suo modo di esprimersi è stato preso come un violento colpo di timone dato a Matteo Salvini, senza mai nominarlo. Si è rifugiato nell’alveare delle frasi che restituiscono un po’di entusiasmo, evitando di dibattere sull’affaccendato triumvirato con il quale sembra non abbia alcun rapporto; eppure, poco prima aveva approvato la manovra, che supplizierà gli italiani. Salvini ha colto, nelle parole del presidente, motivi per innalzarsi a livelli di statista, idoneo a misurarsi con i grandi avvenimenti storici. Originali, si fa per dire, sono state le sue affermazioni sul passato che è passato; guardiamo avanti. Gli italiani, dopo questo discorso che tradisce l’incompatibilità del governo con il Colle, si vedono riproposto, forse per qualche tempo, un governo “usa e getta”, mentre si illudevano fosse giunto il momento dell’uomo provvidenziale. In fondo, Sergio Mattarella sta giocando con se stesso al rialzo senza speculare sul ribasso di Di Maio e compagni; preferisce guardare ai vecchi della politica come a precettori, a savi, dimenticando le magagne. Chi si appassiona di queste vicende sospetta che stiano per nascere cupe odissee. Salvini, sapendo di non essere amato, spicca i suoi voli fuori dell’ingranaggio parlamentare. Nella fitta brughiera politica sono in tanti a volergli sbarrare il passo; anche nel suo partito c’è una profonda frattura. Nella cesta dei nuovi politici si sono allevati dirigenti di scarso livello; difficile lanciarne uno al vertice. Questo accade perché la politica nell’accezione tradizionale del termine, in Italia, sta diventando un vuoto simulacro. In attesa di qualche fragore nasce il sospetto che ormai, da questo momento, con questi uomini, la politica sia condannata alla più piatta ripetitività. C’è chi insinua come questa stagnazione sia favorita dal grande capitale che, a dispetto del M5s, continuerà imperterrito a fare i suoi affari. Il grande approdo di queste giornate dense di dichiarazioni si riduce, per il momento, a quello di evitare le risse. Consoliamoci, la manovra è stata firmata, tra un po’ entrerà in vigore. Solamente allora sapremo se riusciremo ad uscire da una temperie che rischia di diventare temporalesca.

MAURIZIO LIVERANI