“SUSPIRIA” : ARRIVA IL REMAKE DI LUCA GUADAGNINO

di Corrado Lannaioli

Uscirà nelle sale, a Novembre, il film “Suspiria” diretto da Luca Guadagnino. L’importanza di questo remake non è da sottovalutare. Decenni fa, il cinema italiano godeva di ottima salute, e molti suoi film, soprattutto quelli di genere come i Western e i Thriller, venivano venduti in tutto il mondo. Poi, i generi cinematografici scomparvero velocemente, lasciando in vita quello più classico, la commedia, che per le sue caratteristiche intrinseche – uso del dialetto regionale, temi precipuamente italiani, ecc. – mal si adattava ad una vendita estera. L’ultimo dei grandi vecchi mestieranti del cinema di genere, l’infaticabile Dario Argento, sta tentando con molta fatica, di mettere insieme un budget, per dirigere “L’Uomo della Sabbia”, horror in costume, tratto dalla novella ottocentesca di Hoffmann. Argento fu uno dei registi di maggior successo degli anni Settanta, grazie alla sua trilogia degli Animali e al thriller, di successo mondiale, “Profondo Rosso”. Il primo film della trilogia delle Madri, fu proprio lo spiazzante “Suspiria”. Ora, quaranta anni dopo, l’italiano Luca Guadagnino, ha girato un’ inaspettato remake. Giovane sceneggiatore e documentarista, nonostante l’insuccesso di “Melissa P”, decide di lanciarsi nella produzione internazionale con “A Bigger Splash”, intuendo che solo girando in inglese, per il mercato mondiale, avrebbe potuto avere per il suo lungometraggio, una vasta eco. Ma sarebbe stato con il piccolo film successivo, l’ambiguo e spiazzante “Chiamami col tuo Nome”, che si sarebbe fatto conoscere internazionalmente. Forte di questo successo è riuscito a realizzare il remake del film di Argento, con lo stesso cast del suo precedente film inglese, Tilda Swinton e Dakota Johnson. Per la prima volta ha girato un film decisamente di genere: quell’Horror thriller, che è sempre stato apprezzato, per lungo tempo, dal pubblico di mezzo mondo, e che una volta anche noi frequentavamo con entusiasmo. Per il nostro cinema, chiuso nel suo piccolo microcosmo, il successo di questo remake potrebbe portare ad altre opere, ed inserire di nuovo la nostra cinematografia di genere, nel grande mercato internazionale, dal quale siamo quasi esclusi da parecchi anni. I pallidi segnali dei film di genere come: “Lo Chiamavano Jeeg Robot” di Mainetti, ha aperto la strada; Stefano Sollima ha rianimato il genere “poliziesco” ed è stato chiamato in America per “Soldado”. Ora dipende dai nostri pochi superstiti produttori, trovare la chiave e il coraggio per realizzare altre opere.

Corrado Lannaioli