E’ TEMPO DEGLI ALIENI

di Maurizio Liverani

L’indifferenza degli italiani ha consentito a dei pasticcioni della politica di abborracciare leggi, riforme, mimare scontri feroci purché non venga tolto loro il vitalizio, fulcro della nostra democrazia. Poi ci sono le varie crisi; oggi quella del ricevere una pallottola da un incauto rivoluzionario, deluso dai grandi pensatori marxisti o da un pallottola di un giovane fanatico mezzo europeo e mezzo arabo che si batte contro i suoi coetanei. Qual è la colpa, ai suoi occhi, dei diciotto-ventenni? Di perdere il loro tempo nello studio per procacciarsi un avvenire che, a suo avviso, non ci sarà. In questi pistoleri improvvisati è sorta una convinzione: il futuro è ormai dietro le spalle. Ideologie, capi di Stato, santoni hanno ucciso la speranza. E’ una tesi improbabile ma che trova credito presso giovani ansiosi e giovani fannulloni; anche in altri di ceti elevati che vedono con allarme la prospettiva di dover lavorare, soggetti alle oscillazioni del mercato e alle vessazioni dei sindacati. Quest’ansia si accentua pure in certi uomini politici che si ingegnano di apparire tranquilli, sereni e sicuri. E’ svanito il senso del cittadino in quanto individuo privato. L’uomo della strada sa di non essere ascoltato quando protesta contro ciò che lo contraria, lo disturba. Il “vento di fronda”, invocato in altri tempi, si è ridotto a uno “spiffero” insignificante. I contestatori sono stanchi di gridare per le strade e nelle piazze le solite frasi fatte. Da contestatori di parte sono diventati contestatori della vita nel suo insieme; sono ribelli annoiati che non scelgono partiti impegnati. Il non impegno è oggi il nuovo “impegno”. Il cittadino è sempre più disancorato dai partiti, rifiutando il loro provinciale machiavellismo. Questo contestatore sgradevole è invitato dai pennivendoli a non disprezzare la politica. Mai, come in questo periodo, è di attualità l’invocazione di Wilhelm Reich il quale ci esorta a “riconoscere in tempo il cialtrone politico”. In Italia, lo abbiamo detto altre volte, i cialtroni politici sono tanti che si fa fatica a riconoscere chi non lo è. Quanto sta avvenendo in questi giorni, in cui si è infilato anche il terrore, ha ridotto certi Leviatani della politica ad altrettanti “girini”. Molti che hanno occupato per anni la “stanza dei bottoni”  si sono decisi a lasciare il posto per consentire l’egemonia della gioventù. A giudicare da quello che avviene nel M5S, hanno commesso l’errore di far decollare troppo presto personaggi che, se non si tengono d’occhio, rischiano di ripetere quasi “in nuce” i loro sbagli.

Maurizio Liverani