TENIAMOCI SILVIO

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

TENIAMOCI SILVIO

Da qualche giorno Silvio Berlusconi, uscito dalla pandemia, non suscita più odio, anzi, incute rispetto. Vent’anni di processi, organizzati dai suoi nemici milionari, sembrano aver rinverdito il suo prestigio. Se Berlusconi si ritirasse ora lascerebbe tutti con un palmo di naso. Invece,  progressisti, democristiani e altri partiti vassalli si guardano bene dall’insistere nel cancellarlo; preferirebbero ridimensionarlo nel panorama politico, il solo modo affinché la loro manovra abbia successo. Dopo tanti anni di calvario giudiziario, passati con il sorriso sulle labbra, faceto, senza alcun segno di essere un uomo destinato alla politica, è guardato come un maestro di vita. Piace ad alcuni uomini di sinistra perché è una personalità cortese sino ad apparire arrendevole. Gli è facile racimolare un po’ di popolarità persino con gli operai; ha fatto, in qualche occasione, un elogio della contestazione. C’è da dire che Berlusconi è uomo di virtù intellettuale; chi oserebbe negarlo? Non appartiene a quella gente felice le cui convinzioni coincidono sempre con l’interesse del momento. L’attività politica non si mescola, in lui, con amari rancori verso i voltagabbana. Adesso capiamo perché un uomo di fine intelligenza come Bassanini si sia rifiutato di usare, con l’ex premier, i metodi di propaganda politica appartenenti agli estremisti. E’ raro che Silvio sia di pessimo umore, anche se i motivi per diventarlo siano infiniti. Giulio Andreotti lo ha giudicato l’erede classico di De Gasperi. Perché qualcuno si decida a riconoscere che potrebbe essere nato da gran seme, ci è voluto un arco lunghissimo di guerriglia. Checché se ne dica, le persone che con lui collaborano in questa fase sono di buon livello, dopo essersi circondato di autentiche schiappe. Berlusconi si è adoperato in mille modi a costruirsi una corazza dalle maldicenze; questa sua singolarità è l’elemento della sua fortuna. La sinistra ha commesso, in questi anni, un colossale errore: lo ha additato come uomo della reazione mentre è stato abbandonato dall’estrema destra. Con la malattia che lo ha colpito, se l’acume lo assistesse, potrebbe fornirgli un’ascesa impensata.
 
 MAURIZIO LIVERANI