TRE COPPIE DISPERATAMENTE NORMALI

Prendi qualcosa dalla vita di tutti i giorni, senza trama e senza finale, così Anton Cechov definiva l’arte del racconto. Raymond Carver prese alla lettera questo insegnamento e diventò uno dei più grandi esponenti di narrativa breve.

In ‘Cose così’ – spiega l’autrice Paola Ponti – ho chiesto in prestito alcune storie, ma soprattutto suggestioni del grandissimo interprete dell’animo umano che è Raymond Carver e ho scritto una giornata di tre coppie. Sono personaggi di ‘tutti i giorni’ appunto, che insieme rappresentano nella loro unicità, i dolori, le speranze e le delusioni in una condensazione di eventi che portano queste 24 ore a diventare in qualche modo l’arco di una vita.

Cose così rappresenta le storie di uomini e donne comuni, di vite dolorosamente normali, storie senza suspense e senza colpi di scena, ma perennemente vibranti di tensione e commozione: la violenza, la disperazione, l’incomunicabilità, ma anche la tenerezza, la condivisione e la pietà, vengono disegnate coi colori neutri e i tratti nitidi dei gesti apparentemente più banali, che sono però alla fine i più profondi e sinceri.

Note di regia

Non è semplice selezionare una serie di racconti di un autore come Raymond Carver, creare un plot drammatico con i personaggi di alcuni di questi racconti – dando loro la possibilità di rivivere le proprie storie ed al contempo essere i narratori di altre – e riuscire a scrivere un testo teatrale profondamente carveriano ma con una forte autorialità. Paola Ponti ci è riuscita. E non sono certo io ad attestarlo. L’autrice non ne parla mai, ma questo testo, per una serie di coincidenze, fu tradotto per essere letto da persone molto, molto vicine a Carver, che non solo ne detengono i diritti ma soprattutto ne difendono la Poetica. Ebbene, il responso fu chiarissimo: Cose così era una opera teatrale “ispirata” a Carver, che pur avendo uno sviluppo drammaturgico indipendente, aderiva in modo “naturale” alle tematiche dell’autore americano.

Per cui c’è tanta buona materia su cui lavorare. C’è tanta Umanità in questo testo. Quindi c’è tanto dolore e tanta gioia. In verità la gioia quando c’è, è a piccole dosi. La trovi tra le pieghe, o le piaghe, della vita. Sembra poca cosa ma non lo è. Perlomeno non lo è per questi personaggi, quando capita loro di trovarla Così – casualmente – la gioia, mentre appoggiano un bicchiere o guardando la scia di un aereo. E a veder bene anche di dolore non ce n’è tanto, c’è quando ci deve essere: separazioni malattie e morti. Piuttosto c’è la paura, che queste Cose possano accadere. Dimenticavo la tristezza. In questi racconti ve n’è parecchia, ma non di quella borghese, ovvero la tristezza un po’ dolce mielosamente blues. Somiglia più a quel sordo rumore di fondo che si finge di non sentire, quando si vive in periferia alla propria esistenza, nella provincia della propria anima. Come siamo finiti Così?  Quali Cose ci sono successe, che non ci siamo accorti di niente? Questi i ritornelli, nel blues dei derelitti. E mentre, si va a caccia o a pesca, si beve, si va a lavoro o a cercarlo, si beve, si litiga o si beve cogli amici, si va dalla parrucchiera o a tradire il marito, si beve, si sta soli o in coppia e si continua a bere. Una sete costante di essere amati.

Come si raccontano Cose così? Forse l’unica strada che possiamo percorrere è quella indicata da Carver, senza sentimentalismo ma con passione, senza psicologismo ma in profondità. E con quel lieve senso di stonamento che la Vita dà quando è al “naturale”, così come ce la serve Carver. Le parole che ci sono in questo testo bastano da sole. La sfida è aderirvi raccontandole.

(Danilo Nigrelli)

Eliseo Off

4 – 28 novembre

Cose Così

di Paola Ponti

Testo liberamente ispirato ad alcuni racconti di Raymond Carver

Arianna Cremona | Mario Russo

Stefano Quatrosi | Carmen Giardina

Amandio Pinheiro | Elodie Treccani |Danilo Nigrelli

Disegno luci Danilo Facco

Scene e costumi Sonya Orfalian

Sound design Fatazzi & Fazzemi

regia Danilo Nigrelli

Produzione Teatro Eliseo

Durata: 75 minuti