UN SORRISO DERISORIO

di Maurizio Liverani 

Per quale ragione la rivista americana “Time” insinua nella copertina l’immagine in bianco e nero di Matteo Salvini: per rendercelo odioso o simpatico? La figura del nostro ministro dovrebbe spaventarci e alimentare la certezza che l’Europa è chiusa in una gabbia ottusa. Insomma, una caricatura che vorrebbe essere feroce degli europei caduti nella “trappola” dell’Unione. L’idolatria dell’informe può avere il sapore di un oltraggio, ma per gli yankee anche un umoristico risvolto. Per essere sinceri, Salvini ne esce bene. E’ un “bau bau” che non spaventa, anzi induce al buonumore. I suoi occhi sono ridenti come quelli di una persona che invita a non avere temere. La lettura di questa immagine non ha nulla di allarmante; ci dice che l’Europa è alla deriva e questo incoraggia Donald Trump. Salvini fa gli sberleffi a chi lo vede come un orango o una pantera. Gli europeisti, al confronto, sono loro gli “imbarbariti”. L’insieme non annuncia ondate di furore; ci suggerisce che presto il claudicante spirito europeista sarà travolto da questi sciocchi capi di Stato alla Macron che si adeguano alle velleità napoleoniche. Salvini occhieggia per dire che l’Europa tornerà presto a essere un continente di Stati che per generazioni non si sono mai amati. E’ la derisione dell’ideale goethiano. L’Europa Unita, così com’è, è prossima all’esaurimento; è stata arbitrariamente inventata conservando le stesse regole delle tirannie nazionalistiche. L’esperienza infelice rivaluta l’Europa che abbiamo amato perché composta da Nazioni con diverse culture, stili, ambizioni. La “brutta” faccia del “Time” favorisce la speranza che presto sbocci un continente fiero delle distinzioni. Quanto prima si scioglierà questo connubio, che sta abortendo, L’Europa uscirà dalla irrimediabile desolazione. Non molti se ne rendono conto o fingono di non accorgersene per tutelare i loro interessi finanziari. Il tracollo non è ancora avvenuto, ma gli europei hanno scoperto in sé la volontà di ripristinare le proprie frontiere. Resterà aperto qualche spiraglio, qualche pertugio; l’importante è che questo vecchio continente, dopo la fallimentare avventura, ritrovi il proprio genio, una propria rinascenza. Tutto questo ci suggerisce l’immagine di “Time”. Al vertice viennese, il ministro ha soltanto detto agli spocchiosi lussemburghesi che vuol dare lavoro agli italiani disoccupati e rispedire nei rispettivi paesi i migranti illegali sospinti in Italia dai cosiddetti dittatori del denaro che in tutti questi anni si sono arricchiti alle loro spalle. Salvini, tramite il “Time”, tuona no e le sue quotazioni salgono a ritmo vertiginoso, irridendo quei reazionari bigotti che invocano le folgori della censura. Di truce il “Time” non scova nulla; incoraggia con il sorriso sardonico di Salvini a tenere duro: no a questa UE.

Maurizio Liverani