VENTICELLO DEMOCRATICO

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI 
 
VENTICELLO DEMOCRATICO
Basta con Gramsci, con Togliatti, con Berlinguer, tutti giannettini di un pensiero nano. Gli italiani hanno preso le distanze dalle ideologie con le quali personalità senza scrupoli hanno instaurato la loro posizione di dominio. Tutto lo strumentario delle ideologie, pane quotidiano di chi è a corto di argomenti per affrontare il presente, è messo da parte per occuparsi “dirigisticamente” di disoccupazione, inflazione, recessione. Attraverso puntuali appelli al tornaconto, “ruminativi” politici e sindacalisti hanno avvelenato la vita degli italiani trascurando i veri interessi della nazione sino alle soglie di un irreversibile degrado. E’ facile intuire come, elevando principi e idee, si erano omerizzati a tal punto con una normalizzazione equivalente a una dittatura camuffata. La cloaca di “Scandalusia”, secondo la definizione del liberale Ernesto Rossi, era già aperta a Roma al tempo del sindaco Rebecchini e dei palazzinari “calce e martello” quando Ennio Flaiano scriveva: “L’Italia è il paese che ha il maggior numero di miliardari rivoluzionari”. Grazie alla normalizzazione, un buon numero di giornalisti poté farsi assumere alla Rai. Niente di male dal momento che vi lavora la figlia di Berlinguer, brava, riconosciamolo. Ma tutti sono bravi; purtroppo la professionalità, come con Lucia Annunziata, coincide con il rispetto assoluto delle idee di sinistra. E c’è posto anche per qualche giornalista libero purché si impegni a rispettare le regole del padrone del vapore. Un punticino “rosso” pone fine alla contrapposizione tra due sponde della politica; grazie a questa soluzione l’Italia sperimenta un percorso nuovo. E’ questa la disperata ricerca di uscire dal baratro; un esaltante numero di politici si sta dimostrando ostile all’antipolitica dei partiti. Con questa conciliazione non ideologica ma degli spiriti, l’Italia potrà tornare a essere una collettività che non discende più dalla plebaglia dei nostalgici incapaci di vivere il presente. All’improvvisa andropausa dei partiti si riaccende la vitalità dei principi. Oggi siamo al punto che nel nostro Paese si potrà sperimentare una convivenza politica non malsana. Stiamo dicendo cose più volte dette ma che non è male ripetere. Tanto per mantenerci allenati con il dubbio: dalla bufera siamo passati alla bonaccia e, infine, alla tolleranza?
 
MAURIZIO LIVERANI