VOLONTARIATO: L’AIL GUARDA AL FUTURO

VOLONTARIATO: L’AIL GUARDA AL FUTURO

Persino Papa Francesco è rimasto colpito dalla massiccia presenza del volontariato italiano, tanto che durante la recente udienza in Vaticano nella Sala Nervi per i 50 anni di AIL, ha ribadito:

Il volontariato è una delle tre cose più importanti dell’Italia, perché i volontari accompagnano il malato, lo consolano con un atteggiamento di prossimità premurosa che è tanto più necessario nei confronti dei pazienti ematologici”.

I volontari restano, a dispetto dei mutamenti socio-economici e culturali che investono l’Italia, la risorsa più preziosa per la crescita della comunità e costruiscono resilienza, la forza di resistere e combattere la malattia.

E AIL guarda al futuro, pronta ad affrontare una nuova sfida: realizzare una vera Scuola di formazione continua del volontariato, sugli esempi di “modello formativo” già attivo in numerose sezioni AIL presenti sul territorio nazionale, e avviare il reclutamento delle nuove generazioni di volontari. Dunque, work in progress per AIL, che quest’anno festeggia i suoi primi 50 anni di attività con una serie di appuntamenti programmati per tutto il 2019, modello di eccellenza dell’associazionismo italiano in sanità con le sue 81 sezioni provinciali distribuite in 20 Regioni italiane e quasi 20.000 persone che da nord a sud del Paese si impegnano quotidianamente.

Ma ha ancora un senso il volontariato all’interno di una società in costante mutamento? Come è cambiato il profilo del volontario nel tempo? Come affrontare le esigenze formative dei volontari?

AIL stamattina ha dedicato a queste importanti tematiche un incontro a Roma presso la Residenza di Ripetta, dal titolo “La scelta volontaria. Riflessioni sulvolontariato. Dalla vocazione del dono all’esigenza dellaformazione. Il modello AIL”, al quale hanno partecipato tra gli altri, alcuni esponenti dell’Associazione, economisti, giornalisti ed esperti del Terzo Settore, che insieme hanno tentato di dare risposte concrete per il futuro dell’Associazione e dei suoi volontari.

La grande storia di AIL è uno stimolo per tutti noi, vogliamo che l’Associazione continui a crescere – dichiara il professor Sergio Amadori, Presidente nazionale di AIL –  tutto quello che è stato costruito non sarebbe mai stato possibile senza i volontari AIL, sempre più numerosi e vera linfa vitale dell’Associazione. Però, guardando al domani, sono convinto che sia necessario innovare la rete AIL diffusa sul territorio nazionale. La nostra, come altre Associazioni, ha bisogno di un ricambio generazionale e di formare veri e propri professionisti del volontariato. I nostri prossimi obiettivi puntano sia a realizzare una Scuola permanente di volontariato, per formare in modo continuo coloro che sceglieranno liberamente di essere al fianco dei malati e delle famiglie, sia a una nostra maggiore presenza nelle scuole superiori per sensibilizzare e rendere consapevoli i ragazzi sul valore del dono solidale e gratuito”.

Il Terzo Settore testimonia che si può ripartire dalle reti sociali di volontariato e dalla capacità dei cittadini di organizzare legami di solidarietà a servizio del bene comune. Lo spirito e l’azione del volontariato possono innescare una rivoluzione nella società.

Il volontario testimonia con i fatti la rilevanza della centralità del principio del dono come gratuità – spiega il professor Stefano Zamagni, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali – ecco, allora, il motivo per cui oggi il volontariato è ancora più importante di ieri: perché testimonia con azioni concrete la rilevanza della centralità del principio del dono come gratuità, l’unica forma per ricordare a tutti indistintamente che una società che cancella dal proprio orizzonte culturale il principio del dono è una società che rischia di diventare disumana. Nel rapporto come “dono”, il volontario entra in relazione con la persona alla quale si dedica o per la quale si adopera, al fine di stabilire un contatto, che in primo luogo è il riconoscimento dell’importanza dell’altro. La forza del volontario sta nel costruire reti e gettare ponti tanto più necessari nelle attuali economie di mercato, dove prevale la logica dello scambio e dove si è abituati a dare solo in cambio di un equivalente valore, una logica che è alla base del crescente fenomeno della solitudine esistenziale. La preziosità dell’azione volontaria sta proprio nella reciprocità dello scambio”.

Tutta l’attività di AIL e dei suoi volontari è impostata alla solidarietà, ferrea determinazione al raggiungimento del bene comune. La solidarietà in tal senso assume una rilevanza politica fondata sull’impegno del dono per il bene della collettività.“Nella nostra società ormai anestetizzata e dove tutto ha un prezzo, è più facile che passi un messaggio negativo rispetto a chi offre gratuitamente il dono della generosità – sottolinea Danilo Paolini, Capo della redazione romana del quotidiano Avvenire – invece, nella vita reale la gratuità e il dono di sé esistono e noi giornalisti abbiamo il dovere di raccontarlo. Il male fa più notizia del bene, è vero, ma il bene esiste ed esisterà sempre. La narrazione dell’AIL testimonia che c’è ancora tanta gente che si spende per l’altro e questa attività fa bene tanto a chi la riceve quanto a chi la dona, e fa bene all’intera società, perché il bene genera altro bene, non solo di sentimenti ma a livello pratico. Un tesoro da conservare e al quale prestare l’attenzione che merita”.

Nell’ambito dell’incontro di oggi è stato presentato il volume “La scelta volontaria”, scritto dalla giornalista palermitana Alessandra Turrisi, edito da Edizioni San Paolo, con la prefazione del professor Sergio Amadori e la testimonianza di Gianni Morandi.Il libro narra, attraverso il racconto di molti protagonisti, la nascita della sezione AIL di Palermo con le battaglie e le vittorie che in 25 anni di storia hanno cambiato l’ematologia palermitana e costruito un modello virtuoso di formazione permanente e organizzata dei volontari, che svolgono il loro impegno con amore e professionalità.

Tutto è cominciato in un sottoscala dell’Ospedale Cervello e con la Partita del Cuore – racconta Giuseppe Toro, Presidente AIL Palermoall’inizio abbiamo reclutato volontari, che da subito si sono inventati diverse attività, come i punti di assistenza, il centro informazioni e il servizio di accoglienza organizzato con piccoli gruppi disponibili 24h per assicurare la presenza continua. Da allora tutto è stato costruito passo dopo passo e sempre al fianco dei malati. Oggi AIL Palermo conta più di 200 volontari, che seguono Corsi formativi specifici. I nostri obiettivi sono sempre gli stessi: pungolo per le istituzioni, sostegno diretto ai pazienti, alle famiglie e ai medici, promesse mantenute”. 

All’incontro “La scelta volontaria. Riflessioni sul volontariato” non poteva mancare RomAIL, la sezione provinciale che con 30 anni di storia conta diverse centinaia di volontari ed è l’espressione della dimensione associativa, dell’altruismo e dell’impegno partecipato e condiviso non a fini utilitaristici, che, radicato sul territorio, diffonde attraverso il lavoro di squadra, passione e dedizione al fianco dei pazienti e dei famigliari.

RomAIL si avvale di diverse tipologie di volontari – dichiara Maria Luisa Rossi Viganò, Presidente RomAIL– gli interni, che lavorano nel Centro di ematologia dell’Università Sapienza; i volontari esterni, che seguono le grandi campagne nazionali AIL; infine, i volontari che si occupano della Casa di accoglienza AIL, che può ospitare fino a 15 pazienti con gli accompagnatori. Oggi i volontari sono figure più preparate, più attive e consapevoli rispetto al passato, anche grazie a questa maggiore competenza, RomAIL è presente ai tavoli istituzionali nazionali e regionali per portare all’attenzione dei decisori politici la voce e i bisogni dei pazienti”.

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