ADESSO VIENE IL BELLO

di Maurizio Liverani

Era fatale che l’umanitĂ  accedesse alla convinzione di essere stata presa per il gabbo dai grandi predicatori, dai cosiddetti sant’uomini che tengono accese le speranze consci che, prima o dopo, sarebbero deluse. Superato il senso di sgomento, di panico, di allarme insinuati negli animi dalle religioni e nelle menti dal pensiero filosofico, si sta approdando alla convinzione che sia giunto il tempo di dire la veritĂ : non c’è stato alcun creatore (nulla è piĂą reale del nulla, sentenzia Beckett). La volontĂ  di dominio che si esprime attraverso la predicazione del bene e la condanna del male è soltanto un vergognoso tranello escogitato dai potenti per opprimere l’umanitĂ . Nei secoli ci sono stati molti ancoraggi a questo convincimento; le cose nel mondo peggioravano ma la legge imponeva di sostenere che si andava incontro a un progresso senza limiti. L’universo si apriva al bello, al bene e alla veritĂ . La scansione per la conquista di questi approdi scintillanti si accompagnava con guerre, stragi, stermini, sopraffazioni. Un procedimento che nasceva dalla necessitĂ  di instaurare il regno della felicitĂ . L’intelligenza si ingigantiva, la vita si allungava, il benessere era dietro la porta. Jean-Paul Sartre ha scritto che “la morte e la vita, queste due facce della nostra condizione, si ridicolizzano a vicenda”. In accordo con lui, lo scrittore francese di origine rumena Emil Cioran se ne usciva con il saggio “Sommario di decomposizione” (pubblicato a Parigi nel 1949). Si distingueva su tutti gli apocalittici perchĂ© contrapponeva alle convinzioni filosofiche correnti, oltre alla negazione, l’ironia. Rivelandosi in maniera sorprendente maestro della lingua francese, con uno stile arguto e feroce demolì tutti i postulati del pensiero a lui contemporaneo. Marxismo, fascismo, cattolicesimo, in libri come “L’inconveniente di essere nati”, sono delle burlesche imitazioni di idealitĂ  facilmente demolibili. Cioran ne ride ma nello stesso tempo se ne duole, acquisendo, con il suo acume spietato, tutti gli elementi per cancellarli. Anche i momenti eccezionali dell’arte non sfuggono alla sua satanica derisione. E’ stato uno scrittore talmente indiscreto che al termine di uno dei suoi libri – tutti accuratamente oscurati in Italia – si augura che il mondo, magari dopo una gigantesca esplosione nucleare, si liberi dell’immonda umanitĂ  e sopravviva libero e solo. L’avvenire del mondo non può essere messo all’asta semplicemente perchĂ© questo avvenire non esiste.

Maurizio Liverani