SIAMO AI FRATELLI DE REGE

di Maurizio Liverani

Era facile per i comunisti infarcire i loro interventi con citazioni marxiste e leniniste; rottamata la falce e il martello, si trovano ora a mal partito. La modestia del loro vocabolario si attaglia perfettamente alla pochezza della loro personalità. Fino a Enrico Berlinguer le “belle parole” dei compagni derivavano dagli scritti del copioso improvvisatore Carlo Marx da Treviri. Bersani, D’Alema, imbottigliati nel nuovo corso neo-democratico con infiorettature liberiste, assomigliano ai fratelli De Rege; due comici che sonnecchiano nella riedizione di una sinistra che ingigantisce il grigiore dei suoi leader. Ormai si ha vergogna di essere stati in ginocchio davanti a Marx, il grande “indovinatore” che ha introdotto la miseria dove stava per scomparire. Viene un brivido a pensare che il capitalismo, grazie ai suoi sillogismi, è diventato più arrogante e più forte di quanto lo fosse prima dell’avvento di Marx. Per merito suo il capitalismo ha raggiunto una sistemazione organica anche in Russia. Nel nostro Paese, da facinoroso rivoluzionario il compagno si è adattato al tran tran della passività morale. “Un’idea senza posto a sedere è capace di fare la rivoluzione”. Tra rivoluzione e posto a sedere, il piddino ha scelto la seconda soluzione, annusando consonanze in direzione liberiste. Ne ha guadagnato la sua tasca a discapito del prestigio dello slancio avveniristico. La flora mentale è povera e dimostra di appartenere a dei “poveri cristi” che tirano a campare dopo essersi arricchiti a spese dello Stato che pretendevano di abbattere. Se Marx non si porta più, il basso tenore di vita è sempre più in voga tra gli italiani. Il vecchio ideale consentiva una manutenzione migliore a chi vi aderiva; ora il compagno deve accontentarsi della cedola di “uomo nuovo” e rinunciare al diploma di progressista. Al brevetto di rinnovatore è subentrata la patente di conservatore. Il capo, nelle trasmissioni cui puntualmente partecipa da anni, si avvilisce sempre più in parti di intrigante che fa le coccole al Paese che giorno dopo giorno dimostra di non accettarle

Maurizio Liverani