ASSOLTI I TIRANNI

di Maurizio Liverani

Anni fa, il cardinal Emmanuel Milingo affermò: “So benissimo che Giovanni Paolo II ne è a conoscenza”. Il Papa polacco sarebbe stato convinto della presenza di Satana tra le mura vaticane. Lo aveva già affermato nel 1975 Paolo VI. “Da allora – precisò il prelato esorcista – non sappiamo se ne è uscito”. Faceva intendere che a San Pietro il Maligno avrebbe svariate sembianze. Potrebbe avere, citando sempre monsignor Milingo, l’aspetto di un vescovo. “Mi fermo a questo gradino della gerarchia ecclesiastica perché, come arcivescovo, più in alto non posso andare”. C’è chi insinua che Papa Francesco, alle minacce del neo presidente americano Trump, si sia imposto il silenzio. Non sono pochi coloro che rimproverano la più alta autorità ecclesiastica di lasciar sfuggire la potenza dell’anatema, la forza di scovare il male anche nei prati verdi e incontaminati della Santa Sede; a forza di perseguitare fuori delle sacre mura il peccato, e lasciar risplendere soltanto dentro quelle mura i valori positivi, la culla della cristianità diventa drammaticamente vulnerabile al ben minimo attacco “virale” del demonio. Scomunicare Trump per aver tessuto l’elogio della tortura non vuol dire allinearsi con i valori della fede, ma, per rispetto delle sacre scritture, una condanna è di rigore. Il “sisma” Trump contiene tante offese a tutte le leggi cristiane. Il credente vero non si attende dal pontefice nessuna sentenza, ma almeno un giudizio morale. Si direbbe che l’attuale Papa abbia trovato anemico il suo nemico; con qualche flebo di satanicità si potrebbe restituire al poveraccio una buona cera. La clinica preferita per un povero diavolo che semina tanti danni e tanti mali nel mondo non è il Gemelli bensì il Vaticano. E’ inimmaginabile una Chiesa vittoriosa che non abbia più a difendere i suoi principi, arrendendosi alla “realpolitik”. Forse questa domanda è un po’ irriverente, ma gli avvenimenti attuali la rendono logicamente possibile. Ci sono nel mondo troppi trasgressori anche tra i più stretti collaboratori del Pontefice; ma si può accettare che l’Onnipotente e Belzebù siano attori simultanei e quasi complici? La voce del Papa è sempre attesa anche dai non credenti; anche questa volta, come alla fine dell’ultimo conflitto, sembra restare assente. Alti prelati da ogni parte della terra attendono un invito del Santo Padre a ripulire non soltanto la facciata di San Pietro ma a usare la “candeggina” morale anche verso il mondo stravolto dal male. Si è giunti a sospettare che ci siano in Vaticano nemici della Chiesa che tiranneggino, a vantaggio della politica, il Pontefice, privandolo del suo “naturale” coraggio.

Maurizio Liverani