ATTENTI AL TERGICRISTALLO

di Maurizio Liverani

“Non dimenticherò mai le sue parole”, ha detto Donald Trump dopo aver confabulato con Papa Francesco. Non ci saremmo mai attesi che un apparente “cinicone” come il presidente degli Stati Uniti possa aver avuto un sobbalzo di entusiasmo per le “elevate” espressioni papali. L’accaduto apre una parentesi importante nella storia del Vaticano. Sembra che Trump, dopo questo incontro, “bordeggi”, per dirla con Giovanni Papini, nei pressi della rada celestiale del Vangelo e che sia disposto a servire i disegni provvidenziali di Dio. Forse ha voluto soltanto lasciare un segno distintivo di correttezza e di moralità in un momento in cui nella politica italiana, avvicinandosi le elezioni, molti notabili non si lasciano sfuggire occasione per arricchire di prestigio la propria personalità ed entrare nell’orbita dei vip della politica. Non si contano le personalità impegnate a trasformare anche una loro ideuzza in un evento. Si proiettano sulla ribalta con le fiamme di una passione democratica con grandi effetti di scena; a ogni entrata e a ogni uscita il notabile, per diventare vip, fa un gran baccano. Per non restare chiusi in se stessi, questi “virgulti” di Montecitorio ricorrono a tutti i sobbollimenti che possono servire all’elezione. Per uscire dallo stato di inferiorità in cui si vede segregato, Luigi Di Maio accusa Pd e FI di organizzare un’alleanza per escludere dalle leve del potere il M5S. E’ piombato come un falchetto sul centro del problema, ripromettendosi di farsi riconoscere per una particolare capacità dialettica. I giochi sembrano già fatti. I pentastellati si ammantano di francescanesimo, ma l’intesa, tenuta ancora sottobanco, tra Pd e FI fa da tergicristallo per cancellarli. In un Paese “spoliticizzato”, per eccesso di politicanti, come il nostro, anche un movimento “folto” come quello di Grillo rischia di bruciarsi stretto nella morsa di un totalitarismo ormai perfezionato da anni. Può darsi che Grillo, non gradito, riesca a raggirare le grosse volpi del parlamentarismo italiano. Nel sentirsi trattare come “non professionisti” della politica, i cinquestelle sembrano dei serpentelli intenti a farsi inghiottire da un bue. Un fatto è certo: gli italiani non rantolano d’estasi alla vista dei seguaci di Grillo.  Di Maio si sente capace di innalzarsi a livello di grande ideologo. “Per la bella politica -sembra dire- rivolgersi a me”. Con i diktat della magistratura, i partiti del totalitarismo perfezionato, pur di conservare in esclusiva il potere, sono molto bravi nel cancellare gli “alieni”.

Maurizio Liverani