ATTESE “FUORISERIE” E SORPRESE “DI SERIE B”

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

ATTESE “FUORISERIE” E SORPRESE “DI SERIE B”

Continuando di questo passo Walter Veltroni potrebbe guadagnarsi il titolo di “padre della patria”. Secondo la ciclopica visione gargantuesca del suo avvenire, con la sua verve ha già conquistato le pagine del maggiore organo di stampa italiano. Si è impastato con la televisione realizzando un chilometrico collage di notiziari sulle tragedie successe dagli anni ’50 ad oggi, firmandolo come regista, e concludendolo con i commenti di due illustri defunti che da scagnozzi del fascismo, senza un brivido di vergogna, hanno inneggiato all’antifascismo.

Il cinema non può far finta di niente; dopo la caduta del Muro siamo assuefatti a immagini che, partendo dalla universalizzazione della colpevolezza, assolvono tutto. Potremmo dire che il nichilismo ha trovato il suo altare permanente nelle sale cinematografiche.

Si cerca un surrogato di Giuseppe Conte appartenente al personale politico di questi tempi, curiosamente privo di carisma. E’ necessario ribadirlo: il furbo ha davanti a sé un luminoso avvenire; sopravvive alla fine delle ideologie.

Chiunque si accinga a parlare del destino del Paese si chiede, per prima cosa, la ragione che aveva indotto Renzi, Veltroni, Gentiloni ad abbracciarsi in un modo così glorificante. E’ un atteggiamento, questo, tipico di chi ha in animo un progetto molto chiaro. I tre recitavano, come attori salariati, la commedia della “nuova” sapienza politica che intendevano proporre alla nazione.

Abbiamo finalmente, con il governo Conte, la conferma che sono sopravvissuti gli appartenenti al ramo dozzinale della sinistra. Non essendoci nel partito più solide posizioni, i sopravvissuti gareggiano tra loro allo stesso modo dei gangster per prendere i primi posti.

 Il marxismo da “oppio degli intellettuali”, come lo definisce Raymond Aron, avrebbe dovuto diventare l’oppio di un intero paese. Invece, la sinistra ha conquistata da “morta”, da “flatus vocis”, da “idola mentis” quell’egemonia che non è riuscita a ottenere da “viva”.

La fanfara del Movimento cinque stelle si è presto sfiatata rivelando il vero volto: una forma di totalitarismo che ricorre ai diktat e alle giravolte. Niente da fare, lo “zoccolo duro” dei pentastellati è guidato sotto banco da un potere economico e finanziario di serie B.
 
MAURIZIO LIVERANI