BRUTTI TIRI NELL’UE

di Maurizio Liverani

L’Europa unita dimostra la gracilità di una palazzina alla periferia di Roma; simbolo dell’uccisione in culla dell’ideale europeistico; l’eutanasia dell’Europa unita. Sappiamo ora che se sopravviverà sarà soltanto per ragioni finanziarie. Prendiamo atto soprattutto dell’impotenza delle democrazie dell’occidente. Londra ci fa sapere che l’Inghilterra è nella sfera degli States. Scacco matto all’Ue nella quale faticosamente siamo entrati. Alla prima prova il nostro continente si dimostra un castello di carte da gioco. I migliaia di migranti che approdano sulle nostre sponde lasciano le loro terre indotti dai politicanti del loro paese che vogliono mettere in ginocchio l’Italia e l’Europa tutta. I profeti di questo ideale, a cominciare dal compiano Kohl, sono stati inascoltati. L’Italia conta qualcosa sin quando le basi Usa resteranno nel nostro territorio; l’inconcludenza della nostra politica estera ci fa trovare soli. La nostra democrazia ha nel suo dna il gene dell’autodistruzione. Emmanuel Macron, il neoeletto premier francese, fa il pesce in barile; è uccel di bosco, chiude le frontiere a Ventimiglia. Angela Merkel deplora che l’Italia sia lasciata sola, ma non è sincera. Il nostro Paese è solo; non gode neppure della “sovranità limitata”. Il bluff dell’Unione europea è ormai acclarato; gli indici economici non sono positivi, mentre quelli degli Stati Uniti lo sono ampiamente. Le guerre in Medio Oriente condannano l’Europa a essere subalterna soprattutto perché si fa trovare disunita in crisi internazionale di vasta portata. Dopo la caduta del Muro uno storico giapponese aveva previsto “la fine della storia”; un altro esperto in diagnosi precoci ha previsto la “morte delle ideologie”. Il diabolico cecchino Jean Baudrillarde, da noi citato più volte, inverte questo illusorio cammino con “L’illusione della fine” in cui si nega la “fine”. L’umanità è condannata a conoscere, nel suo futuro, la ripetizione del passato. Secondo la nota equazione di Marx, gli avvenimenti si riproducono in chiave di farsa. Il fascismo trascorre le sue vacanze al mare. Il famoso paradosso di Ennio Flaiano contiene una verità riscontrabile. Afferma: “Il fascismo è una trascurabile maggioranza che si distingue nel fascismo propriamente detto e nell’antifascismo”. Il fascismo esiste sin dai tempi dell’antica Roma; gli italiani lo hanno nel loro dna. I vari leader dei partiti hanno atteggiamenti che ricordano il passato regime. Dobbiamo ricordare ancora una volta che l’antifascismo fu rimesso a nuovo soltanto nel 1960 quando Ferruccio Parri, comandante delle brigate partigiane, ammise che ci si servì di questa riproposta per annebbiare la mente del popolo dai ripetuti errori dei governi succedutisi nel dopoguerra. I tedeschi che vengono in Italia ci definiscono naturali e astuti, gli italiani che vanno in Germania incontrano individui che a volte si esaltano e a volte si esecrano. I francesi hanno portato nell’Ue la loro arroganza. L’idea guida di Macron è che Parigi è il centro vitale di tutto il continente. E’ un balzachiano giovane ambizioso.

Maurizio Liverani