CHI VINCE E’ BRAVO

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

CHI VINCE E’ BRAVO
 

Maurizio Sarri, ha trovato, dopo anni di attività, la forza di salire al rango di grande allenatore. Per lungo tempo è stato una individualità “in fieri”; dal Napoli al Chelsa è entrato presto nell’orbita da “vip” del pallone. Lo si diventa, in questo mondo, se si è capaci di trasformare anche un’ideuzza in un “evento”. La stampa specializzata lo ha fatto entrare tra i notabili sostenendo che le sue squadre giocavano molto bene; “rimproverando”, di contro, il precedente allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, di avere un gioco di squadra sconclusionato, sorvolando sulla vittoria di cinque campionati e sei coppe. Pur attingendo a questo primato, non è entrato mai nel clan dei grandi talenti. La stranezza è questa: Allegri si è assicurato una sequela di scudetti, ma sempre biasimato perché la sua Juventus si muoveva sul campo senza eleganza. Incontentabili, i giornali sportivi dirottavano i loro elogi su Sarri trattandolo come un “cavallo di razza”. Il sublime concetto si incentra su questo assunto: la Juventus gioca male ma vince i campionati, il Napoli gioca bene ma non vince nulla. I rimbrotti di questi cronisti che fanno rimpiangere quelli di un tempo sono provocati da una funzione precettistica. Il gioco del calcio non consiste più nel far entrare il pallone nella rete ma nel disegnare “riboboli” con la palla disdegnando la porta avversaria. I tifosi partenopei applaudivano Sarri ma avevano gran desiderio di un allenatore come Allegri che non è mai stato un apostolo del bel gioco ma una “vestale” dello scudetto. Dietro quell’aria sorniona e sorridentemente dimessa di Allegri si nasconde sempre una “certa expectatio”, quella speranza che Dante chiama, traducendola dal latino, “attender certo di gloria futura”. Questa sua superiorità nasce dalla scelta di giocatori di valore ed è trattato come una “vecchia volpe”. Con un dosaggio giusto e il gioco pratico, oggi, dopo i flop del partenopeo, ottiene grandi elogi da tutto lo schieramento calcistico. L’immusonito Sarri, a chi gli rimprovera la sua indulgenza verso il bel gioco ma senza scudetti, risponde: “Che volete! Mi portano!”. Allegri, da persona intelligente, è “vessillifero” di una grande novità: chi vince è bravo.
 
MAURIZIO LIVERANI