CONFLITTI DA RISOLVERE CON TALENTO

di Maurizio Liverani

Papa Francesco sospettiamo abbia una civetteria: quella di appartenere alla “sinistra sommersa”. Ricevendo un gruppo di sindacalisti, dopo aver dato un’occhiata all’attuale scena socio-politica, è stato colto da una illuminazione. Ricordandosi come Voltaire sapesse erigere la sua incompetenza a metodo, dopo una breve riflessione, ha offerto ai rappresentanti dei lavoratori una sintesi della natura degli operai. L’operaio -ha detto- deve prima di tutto rispettare la propria dignità e in seconda istanza dare risalto al reddito. In sostanza, chi lavora deve occuparsi di valutare la sua personalità. Quella che chiama dignità gli darà successivamente il diritto a pretendere un reddito. C’è chi in queste frasi ha letto l’invito del Papa a difendersi dal dramma schiavo-padrone. E’ giusto che i lavoratori non si lascino ingannare dagli sfruttatori, consapevoli di avere un valore umano e intellettuale riassunto nel valore della dignità. Per dimostrarlo bisogna tagliare le radici, talvolta degradanti, da cui provengono; senza la consapevolezza della propria dignità i lavoratori somiglierebbero, in sostanza, a dei barbari senza avvenire. Frasi lussureggianti degne del capo della cristianità. Una prosa mistica e un tantino ribelle. Tutti i peccati addebitati alle classi lavoratrici provengono da questa confusione; quindi vigilanza sulla facoltà della propria persona, discrezione nei riguardi di chi non la rispetta. In questi concetti si legge la preoccupazione del Papa verso una certa arroganza dei datori di lavoro cui i dipendenti opporrebbero una forma di anemia caratteriale. Nel tempo questo atteggiamento ha rigorosamente degradato la forza di un corpo operaio su cui si regge la società. E’ per questo, sospettiamo, che, senza opporre steccati tra le classi, il pontefice si vanti di appartenere alla “sinistra sommersa”. C’è solo uno stadio sociale peggiore di quello che conosce l’Italia: la paura di rivendicare la difesa dei propri interessi e ricadere negli antichi conflitti di classe. La funzione che Papa Francesco si assegna è di destare l’allarme su questo pericolo; al suo posto un sindacalista sarebbe ricorso allo sproloquio. L’originalità del suo intervento è quella di sollecitare i lavoratori non a capitolare di fronte all’arroganza, ma a indurre con fermezza la controparte al dialogo e all’intesa. Bando alla conflittualità a vantaggio del “talento” dialettico.

Maurizio Liverani