CONTE SPAZIENTITO: MINACCIA QUASI UN “GOLPE”

 
CONTE SPAZIENTITO: MINACCIA QUASI UN “GOLPE”
 
di MAURIZIO LIVERANI

Si fa strada il sospetto che il premier Giuseppe Conte si sia portato alla ribalta da solo rimproverando le sue due spalle di avere forti inclinazioni per il litigio e poche per gli interessi della nazione. Se non si viene a capo della situazione, ha fatto intendere che è disposto a prendere il comando facendo a meno di loro. Insomma, può manovrare le leve del governo confidando nell’appoggio di eletti provenienti da vari partiti. Conte è stanco di questa calcomania strategica, di questa parodia tattica. La minaccia pare abbia fatto effetto. I due capiscarichi con cui è alleato avrebbero promesso di comportarsi lealmente e di por fine ai bisticci.

Il Paese ha capito che la vera pericolosità discende dalla inefficienza e dalla storditezza della classe politica.

Per paralizzare la nostra democrazia non c’è che la solita formula democristiana: la paralisi.

Chi scopre materia o motivo di scandalo si impone il silenzio ottenendo il risultato di avere in pugno chi ne è il protagonista.

La diserzione di massa è accettata pur di evitare che porti a conflitti.

In questo momento pieno di incognite sono preferibili i tempi lunghi.

La politica alla maniera italiana è avviata a morire con vitalità.

Siamo alle soglie di una nuova era. Sembra un paradosso: la non politica è la migliore politica.

Nel nostro piccolo universo politico i notabili si atteggiano a demiurghi, ma al momento di risolvere le equazioni (con molte incognite) delle crisi si rintanano nel guscio, come lumache.

MAURIZIO LIVERANI